Il Tirreno

Prato

In carcere l'uomo che tentò di rubare a casa dell'assessore

Una pattuglia dei carabinieri (foto d'archivio)
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Una pattuglia dei carabinieri (foto d'archivio)

Prato, il trantaduenne con problemi psichici ha violato i domiciliari. Il giudice ne ha disposto l'incarcerazione in attesa del processo e del ricovero in una struttura

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PRATO. Il 7 luglio scorso era entrato in casa dell’assessore Daniela Toccafondi, a San Giusto. Era l’una di notte e c’era soltanto la figlia ventiduenne, che si prese un bello spavento sentendo dei rumori provenire dal piano terra. La ragazza riuscì ad avvisare i carabinieri e a farli intervenire. Il ladruncolo fu arrestato e per lui scattarono i domiciliari in attesa di processo. Ieri l’uomo, 32 anni, è comparso davanti al giudice non per il processo, ma per aver violato i domiciliari: i carabinieri lo hanno sorpreso in via Masaccio.

Questa volta, in attesa del processo, gli toccherà il carcere ma, come ha spiegato il giudice, come soluzione anche a sua tutela, in attesa che gli venga trovata un’adeguata sistemazione in una struttura per persone affette da problemi psichiatrici, struttura che dovrà individuare l’Asl. La storia dell’uomo, difeso dall’avvocato Gabriele Terranova, non è infatti quella di un normale ladruncolo.

Di origine brasiliana, è di buona famiglia ma fin quando era ragazzo ha presentato problemi psichici, fra cui la tendenza a rubare, soprattutto le biciclette. Pare che anche nel caso dell’abitazione dell’assessore, il suo obiettivo non fossero soldi o preziosi, ma proprio le biciclette custodite nel garage. Ma in attesa di una soluzione migliore, considerate le numerose violazioni degli arresti domiciliari, il giudice ha pensato che l’uomo fosse più protetto e controllato in carcere. (f.a.)

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