Il dolore
contestata un’altra aggravante
Resta a Prato il processo per l’omicidio di Lo Cascio
PRATO. Resta a Prato il processo a carico di Abdelghani Ammari, il marocchino di 30 anni accusato di aver ucciso, lo scorso 30 marzo nei giardini davanti al Tribunale, Leonardo Lo Cascio, il...
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PRATO. Resta a Prato il processo a carico di Abdelghani Ammari, il marocchino di 30 anni accusato di aver ucciso, lo scorso 30 marzo nei giardini davanti al Tribunale, Leonardo Lo Cascio, il trentottenne portiere di notte che stava andando a prendere servizio all’Art Hotel di viale della Repubblica.
Ammari, difeso da Gabriele Terranova e Luca Ancona, è comparso ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare Francesco Pallini che doveva decidere su alcune eccezioni presentate dalla difesa. Il pubblico ministero Egidio Celano ha contestato un’altra aggravante, quella dell’omicidio per futili motivi, che va ad aggiungersi a quelle dell’omicidio a scopo di rapina e della difesa minorata (giustificata secondo l’accusa dal fatto che al momento dell’omicidio fosse buio e non ci fosse nessuno in giro). Il giudice ha respinto le eccezioni della difesa e ha rinviato al prossimo 27 settembre, quando gli avvocati difensori dovranno confermare o meno la richiesta di processo col rito abbreviato. Con queste imputazioni il marocchino rischia in teoria anche l’ergastolo.
Nel corso dell’udienza la madre, il fratello e la sorella di Lo Cascio, assistiti da Eugenio Zaffina, Alessandro Oliva e Giulia Marini, si sono costituiti parte civile.
Ammari, difeso da Gabriele Terranova e Luca Ancona, è comparso ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare Francesco Pallini che doveva decidere su alcune eccezioni presentate dalla difesa. Il pubblico ministero Egidio Celano ha contestato un’altra aggravante, quella dell’omicidio per futili motivi, che va ad aggiungersi a quelle dell’omicidio a scopo di rapina e della difesa minorata (giustificata secondo l’accusa dal fatto che al momento dell’omicidio fosse buio e non ci fosse nessuno in giro). Il giudice ha respinto le eccezioni della difesa e ha rinviato al prossimo 27 settembre, quando gli avvocati difensori dovranno confermare o meno la richiesta di processo col rito abbreviato. Con queste imputazioni il marocchino rischia in teoria anche l’ergastolo.
Nel corso dell’udienza la madre, il fratello e la sorella di Lo Cascio, assistiti da Eugenio Zaffina, Alessandro Oliva e Giulia Marini, si sono costituiti parte civile.
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