Gioco
La Regione stanzia 20.000 euro per i familiari del portiere ucciso
Omicidio Lo Cascio, disposto un aiuto economico. Il pubblico ministero contesta un'altra aggravante al presunto assassino, che sarà giudicato il 27 settembre
PRATO. La Regione ha approvato ieri, 27 luglio, una variazione di bilancio grazie alla quale verranno erogati 20.000 euro ai familiari di Leonardo Lo Cascio, il portiere di notte dell'Art Hotel di Prato ucciso lo scorso 30 marzo nei giardini davanti al Tribunale. Altri 20.000 euro sono destinati a Mario Vece, l'artificiere gravemente ferito mentre tentava di disinnescare un ordigno a Firenze nel giorno di Capodanno.
Il consigliere regionale Giovanni Donzelli, di Fratelli d'Italia, si prende il merito di questa decisione, spiegando in una nota che si è arrivati al risultato "grazie all'azione di sensibilizzazione e alle mozioni di Fratelli d'Italia approvate dal Consiglio".
"Sono soddisfato - aggiunge Donzelli - che il Consiglio regionale abbia mostrato la sua sensibilità, dopo aver già manifestato concretamente attenzione alle mie proposte per il contributo assegnato a Gianmichele Gangale e Giuseppe Giangrande, anch'essi vittime nel 2013 di gravi fatti di criminalità. Lo stanziamento sarà sempre irrisorio rispetto a situazioni di questo tipo - conclude Donzelli - la cosa importante in questo contesto è che queste persone, dopo essere stati colpiti da situazioni drammatiche, si sentano almeno tutelate dalle istituzioni".
Sempre ieri si è tenuta l'udienza preliminare nel processo a carico di Abdelghani Ammari, il marocchino di 30 anni accusato di aver ucciso Lo Cascio. Ammari, difeso da Gabriele Terranova e Luca Ancona, è comparso ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare Francesco Pallini che doveva decidere su alcune eccezioni presentate dalla difesa. Il pubblico ministero Egidio Celano ha contestato un’altra aggravante, quella dell’omicidio per futili motivi, che va ad aggiungersi a quelle dell’omicidio a scopo di rapina e della difesa minorata (giustificata secondo l’accusa dal fatto che al momento dell’omicidio fosse buio e non ci fosse nessuno in giro). Il giudice ha respinto le eccezioni della difesa e ha rinviato al prossimo 27 settembre, quando gli avvocati difensori dovranno confermare o meno la richiesta di processo col rito abbreviato. Con queste imputazioni il marocchino rischia in teoria anche l’ergastolo. Nel corso dell’udienza la madre, il fratello e la sorella di Lo Cascio, assistiti da Eugenio Zaffina, Alessandro Oliva e Giulia Marini, si sono costituiti parte civile.
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