Il dolore
Nell’ex fabbrica sbarcano un asilo e un nido
Prato, nel gioiello di architettura industriale Calamai, arrivano servizi per l’infanzia e un residence universitario
PRATO. L’ha chiamata “Istituto Michelangelo Calamai”, come la fabbrica. Ma il vecchio lanificio non esiste più, ormai da quasi vent’anni. Quella è la ragione sociale della scuola dell’infanzia che ha trovato casa in un affascinante monumento dell’architettura industriale pratese. Da poco, l’imprenditrice Veronica Scopelliti vi ha trasferito anche l’asilo per i più piccoli da via Paolini (Coiano) per riportare in viale Galilei tutto il centro educativo 0-6 “La gang del bosco”: nido e materna sulle ceneri dell’ex lanificio dismesso, un vero e proprio gioiello dell’archeologia industriale pratese. Il ricordo della fabbrica a ciclo completo che fu, rivive nel bellissimo cancello in ferro battuto del 1878, in alcuni pezzi d’arredo rimasti intatti, negli attrezzi di una volta come il misuratore dei titoli del filo, persino nei documenti in bianco e nero appesi alla parete come l’antico regolamento aziendale.
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Siamo a due passi dal centro storico, a metà fra il Serraglio e l’area dell’ex Fabbricone in via di sviluppo urbanistico: la facciata monumentale è ben visibile sulla strada con il grande arco d’ingresso all’entrata dell’immobile che, a livello urbanistico, ha una destinazione adibita a servizi. Al primo piano sorge il residence universitario per gli studenti della Monash University e del New Haven, il piano terra è ora occupato dall’asilo nido e la scuola dell’infanzia, un tempo sede delle lavorazioni di tessitura. La gloriosa storia dell’ex Calamai rinasce così negli occhi dei bambini che scorazzano lungo i corridoi e giocano nelle stanze con le tate del nido e le maestre della materna.
«Mi piaceva l’idea che potesse rinascere una scuola da un’antica fabbrica, il messaggio dell’incontro fra passato e futuro – spiega Scopelliti, che è anche presidente del comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio – Rispetto al vecchio asilo, grazie al trasferimento, i posti della scuola dell’infanzia sono aumentati da 45 a 63, quelli del nido da 38 a 41». Non finisce qui. In occasione dell’inaugurazione della nuova sede de “La gang del bosco” (l’asilo nido è convenzionato col Comune) prevista a settembre, si sta pensando di organizzare una mostra fotografica di tutti i reperti dell’ex lanificio Calamai per far conoscere alle nuove generazioni una pagina di storia dell’industria pratese.
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Erano bravi a produrre il tessuto cardato, i Calamai. Poi, il passaggio ai tessuti tecnici e sportivi, complice il boom del pile negli anni Ottanta. Oggi rimane in piedi il marchio “Calamai Tessuti Tecnologici” in collaborazione con il Lanificio Becagli. Ma la struttura del vecchio insediamento produttivo (6-7mila metri quadrati di superficie) rimane lì, in viale Galilei 31, affacciato sulla sponda sinistra del Bisenzio, quasi a voler omaggiare la grandezza della famiglia Calamai soprattutto nella monumentale facciata.
«Spesso vengono a visitarla gli studenti di architettura, alcuni ne fanno l’oggetto delle proprie tesi di laurea», racconta Andrea Calamai, che rappresenta la quarta generazione della famiglia pratese. E che ha tanti progetti per quell’area, condivisi anche con Scopelliti, la prima ad aver realizzato a Prato un centro educativo 0-6 sotto forma di impresa privata. Il loro sogno sarebbe quello di mettere in piedi una scuola professionale dei mestieri in collaborazione con le associazioni di categoria, utilizzando le altre metrature di ex capannoni disponibili. Così l’ex Calamai, che ospita già il nido, la scuola materna e il residence universitario, diventerebbe un polo per la formazione a 360 gradi. Dalle pezze ai servizi educativi, c’è chi l’ha già fatto.
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