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Prato

«Maggioranza arrogante e senza numeri»

«Maggioranza arrogante e senza numeri»

Centrodestra su bilanci e disavanzo: «Due errori nella manovra 2015 dietro il pronunciamento della Corte dei Conti»

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PRATO. «No. La verità sui bilanci è un’altra e siamo noi a non accettare strumentalizzazioni».

Il testa a testa tra maggioranza e opposizione in Comune su manovre, variazioni, pronuncia della Corte dei Conti e Swap, non rallenta, anzi si intensifica. E questa volta è la minoranza ad alzare la voce. Forza Italia, al completo, lista Prato per Cenni, Prato libera e sicura, carte alla mano, contestano punto per punto, i motivi – spiegati dall’assessore al Bilancio Monia Faltoni in un turbolento consiglio comunale terminato con l’uscita dal salone dell’opposizione e la mancata approvazione della delibera per mancanza del numero legale – per i quali il Comune è stato costretto dalla magistratura contabile a imputare sui bilanci 2017-18 e 19, 14 milioni di euro di disavanzo. Si tratta di quella montagna di crediti – multe e bollette – praticamente impossibile da esigere che le amministrazioni in regime di armonizzazione sono tenute a eliminare dalle attività costituendo fondi ad hoc per garantirne la copertura.

L’affondo politico viene da Rita Pieri, capogruppo azzurro: «Ci siamo sentiti dire dall’assessore Faltoni che il “ buco” di bilancio è stata fatto dalla giunta Cenni, che il bilancio 2013 era piano di “robaccia” e che i nostri interventi erano “inopportuni”, frasi gravi e irresponsabili per le quali abbiamo deciso di uscire dall’aula. Oltretutto sono rimaste inascoltate le nostre ragioni che in maniera pacata abbiamo continuato a portare. Questo, secondo noi, è un comportamento inaccettabile».

Al consigliere Alessandro Giugni, Forza Italia, commercialista spetta invece il compito di spiegare il perché la ricostruzione delle complesse operazioni di riequilibrio «hanno motivi diversi da quelli rappresentati e con toni che non ci appartengono». La premessa di Giungi riguarda il disavanzo: «Noi abbiamo amministrato per 5 anni, dal 2009 al 2014, il disavanzo è emerso nel 2010 quando il Comune ha avviato la sperimentazione dell’armonizzazione, mi pare ovvio che le cause siano da cercare nelle amministrazioni di centrosinistra che ci hanno preceduto». Sul le questioni tecniche Giungi è netto: «Non lo dico io - afferma - ma è scritto nella delibera che la maggioranza non è riuscita da approvare: la questione è sorta perché nel 2015 e non prima sono stati commessi degli errori nel rilevare le partite in sofferenza. E il Comune si trova a dover imputare 14 milioni di disavanzo ordinario sui bilanci dei prossimi tre anni perché, secondo la Corte dei Conti, una quota di 5 milioni e 793.000 euro invece di essere messa immediatamente in detrazione dal disavanzo straordinario è stata utilizzata per la copertura di perdite dell’esercizio successivo; altri 8 milioni - prosegue Giugni - perché secondo i magistrati contabili l’accantonamento era tropo basso. Questa è la realtà e non altro».

E se, secondo Giorgio Silli, azzurro, coordinatore nazionale per l’immigrazione «questa maggioranza tiene un assurdo atteggiamento di settarismo confessionale nei confronti di tutto il resto del consiglio comunale sembra la setta di mamma Ebe» e per Aldo Milone «stanno inanellando una serie di errori marchiani che alla fine pagheranno» è Antonio Longo (presente anche Sandro Ciardi) di Prato per Cenni a dare un’ultima stangata: «Per gestire la politica con così tanta arroganza come questa maggioranza sta facendo, bisognerebbe almeno avere i numeri per portare a casa la vittoria, ma loro non hanno nemmeno quelli».

Cristina Orsini

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