Finanza
Su bilancio e disavanzo è guerra totale
Prato, il centrosinistra: «Troppo imbarazzati per ammettere gli errori compiuti». Centrodestra: «Senza numeri per approvare la delibera più importante della legislatura»
PRATO. Maggioranza e opposizione in consiglio ai ferri corti sul disavanzo e sui bilanci da ri-approvare. Dopo l’uscita dall’aula in zona Cesarini (alle dichiarazioni di voto) di centrodestra e 5 Stelle, avvenuta nell’ultimo consiglio di venerdì, e la manca approvazione delle delibere che avrebbero dato in via libera alla manovra di riassestamento dei conti, a causa della mancanza del numero legale per l’assenza di tre consiglieri Pd, infuriano le polemiche. Da una parte e dall’altra.
Democratici schierati, col segretario Pd Gabriele Bosi in prima linea, lungo la trincea della fatica gravosa ma necessaria a riparare errori altri. In questo caso dell’ex amministrazione Cenni che negli anni 2012 e 2013 avrebbe omesso di evidenziare, nel confezionamento delle manovre in regime di armonizzazione, il disavanzo (partite di difficile se non impossibile esigibilità, quali multe o fatture evase) che partito da 22 milioni (nel 2012) è poi arrivato a 32 e quindi 36 milioni (nel 2014) non doverosamente “coperti” dai fondi che i Comuni sono tenuti a mettere da parte. Se ne è accorta, invece, la Corte dei Conti che ha obbligato l’amministrazione in carica a riscrivere tre bilanci, a riapprovarli, ma soprattutto a versare 14 milioni in tre anni per ripianare il disavanzo. «Capisco quindi la decisione - afferma Bosi - che ha spinto i consiglieri del Centrodestra ad abbandonare l'aula al momento del voto - commenta Bosi - che dovrà riparare a un danno da loro creato quando governavano la città: troppo imbarazzo nel dover ammettere i propri errori».
Ed è stata Monia Faltoni, assessore al Bilancio, che sulle manovre correttive lavora da mesi assieme al ragioniere capo Davide Zenti, a rincarare la dose: «L’uscita dall’aula delle opposizioni mi ha sorpresa in particolare per la mancanza di rispetto dimostrata verso il consiglio comunale e i cittadini: il centrodestra e i 5 Stelle avevano la possibilità di votate contro, a favore o astenersi. Così avrebbe fatto un’assunzione di responsabilità. Ma hanno fatto scelte diverse. Capisco la difficoltà, visto la mancanza di responsabilità dimostrata dal centrodestra anche quando governava».
Ed è il capogruppo pd in consiglio Lorenzo Rocchi a ricordare una pagina data 2014: «Quando il centrodestra, non appena la nuova giunta salì in carica - racconta - disse di averci lasciato “un tesoretto” grazie alla causa incardinata a Londra sugli swap e conti in ordine. Ecco ora ci troviamo a dover pagare parcelle di milioni agli avvocati inglesi per l’ostinazione a non voler transare, quando ci si è accorti che la causa sarebbe stata persa, e a dover risanare bilanci a suo tempo erroneamente confezionati. Non accadrà nulla a servizi e programmazione perché la gestione attuale è solida e oculata - prosegue Rocchi - ma è un vero peccato aver limitato la capacità di investimento dell’ente». Un passaggio Rocchi lo dedica ai 5 Stelle: «Che sono entrati a gamba tesa in uno scontro che non li riguarda, tra centrodestra e centrosinistra, relativo a una fase temporale nella quale non erano nemmeno presenti in consiglio comunale e che hanno deciso di uscire, evidentemente, per pura spinta emulativa: hanno visto che i colleghi dell’opposizione si alzavano e hanno fatto altrettanto».
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Nel rimpallo di responsabilità il centrodestra ha gioco facile sul fatto che alla fine il correttivo non è stato approvato perché tre consiglieri Pd mancavano dall’aula (erano in vacanza, uno all’estero). Ed è Rita Pieri, capogruppo di Forza Italia e mettere il dito nella piaga: « Hanno portato in consiglio la delibera più importante della legislatura e non sono riusciti ad approvarla. Il fatto politico rilevante - afferma - è che non avevano i numeri. Non è cosa da poco». Una questione vera e che Faltoni giustifica. «Abbiamo provato a rintracciare i consiglieri ma erano tutti molto lontani da Prato. Ripresenteremo le delibere il 27 luglio e questa volta le ferie verranno soppresse». Insomma, sarà un consiglio blindato.
Durissimo l’attacco nei confronti dell’assessore al bilancio da parte di tutti i gruppi dell’opposizione: Energie per l'Italia, Forza Italia, Prato Libera e sicura e Prato con Cenni. «Ha certamente un bel coraggio l'assessore Faltoni nel dichiarare che non accetta consigli dall'opposizione - scrivono in una comunicato - Forse non si ricorda che per mano del suo partito di appartenenza, la città si è trovata costretta a sottoscrivere un'operazione di finanza spericolata come gli swap che ha portato alla situazione odierna. Ha continuato il dibattito in consiglio dichiarando che i nostri contributi sono "inopportuni" e che i bilanci approvati dalla nostra giunta sono "pieni di buchi". Sono dichiarazioni forti, offensive e degne di chi, evidentemente, non ha argomenti per affrontare le questioni tecniche da noi riportate a gran voce. Per questo - affermano - abbiamo abbandonato l'aula. È stato un fatto grave e assolutamente deprecabile da parte di chi dovrebbe fare gli interessi della città e non attaccarsi a offese di carattere personale non sapendo argomentare».
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