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Prato

Disegni e colori, il Nuti che non ti aspetti

Disegni e colori, il Nuti che non ti aspetti

Alla galleria Lato in mostra i dipinti del regista che nel 1990 scoprì la pittura grazie a Isabella Ferrari

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PRATO. Si chiama “Francesco Nuti – La collezione segreta” la mostra di opere dell’artista pratese. Segreta, perché la maggior parte dei dipinti e dei disegni che si possono ammirare alla galleria Lato di piazza San Marco non era mai stata esposta.

Attore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico, Francesco Nuti è anche pittore. Un lato forse a molti sconosciuto perché l’artista dipingeva per se stesso, un amore che inizia per caso in Belgio nel 1990 quando Isabella Ferrari gli regala una scatola di acquerelli. È da lì che Francesco Nuti inizia a disegnare. La sua prima opera è un acquerello datato 1990 che si può ammirare alla mostra.

La galleria Lato che la ospita è un ambiente particolare, moderno, accogliente. È il 2006 quando in piazza San Marco Luca Gambacorti e Francesca Doni aprono il loro studio associato di architettura. Gambacorti, che ha anche la passione per l’arte, un paio di anni dopo pensa che lo spazio di ingresso dello studio può essere usato per ospitare delle mostre e così ha fatto rendendo quel luogo un innovativo contenitore di opere e mostre.

“La collezione segreta” di Francesco Nuti è visitabile fino al 4 agosto e poi dal 28 agosto al 15 settembre (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, ingresso gratuito). Entrare alla galleria Lato e osservare i dipinti di Nuti è come fare un viaggio, sentirsi vicino a “Cecco di Narnali”. La sua prima personale è del 2011 ma questa mostra esprime al meglio il lato pittorico di Francesco Nuti, i suoi momenti, fino ad arrivare agli ultimi dipinti (matita su carta).

«La sua casa romana – racconta Luca Gambacorti – era piena di dipinti, addirittura anche il soffitto. Era una cosa che Nuti faceva per sé, per l’amore che metteva in questa arte». Il visitatore che entra alla galleria Lato si trova subito davanti ad una serie degli ultimi lavori di Nuti, quelli che ha disegnato con la mano sinistra. L’incidente del 2006 lo ha bloccato nella parte destra ma l’artista non si è scoraggiato e ha voluto continuare in questa sua passione. Dipinge volti dove spicca il naso di Pinocchio, un elemento forte che caratterizza la sua pittura, come la “Pinocchia rosa”, un dipinto del quale Nuti fu particolarmente soddisfatto. È del 1990 ed è da questo che, come lo stesso Nuti diceva, è iniziata la sceneggiatura del film “OcchioPinocchio” del 1994. I volti sono raffigurati di profilo e con il naso da Pinocchio, solo l’autoritratto di Francesco Nuti non è così. Disegnato nel 2011, raffigura il suo viso davanti e il naso è normale. Rappresenta la realtà, quello che Nuti è. E gli altri? Sicuramente un modo di considerare bugiardi gli uomini e le donne.

La collezione è di proprietà del fratello dell’artista, il medico Giovanni Nuti che è pure scrittore e musicista. «Anche a me e a mia figlia Margherita, Francesco ha fatto un ritratto – racconta il medico – E tutte queste opere sono cari ricordi di qualcosa che ora Francesco non può più fare». Nei primi dipinti spicca il colore: «Non dimentichiamo – spiega Giovanni Nuti – che Francesco si è diplomato perito tintore al Buzzi. E l’idea del colore la troviamo anche nel suo cinema». Poi Luca Gambacorti indica l’ultima opera che Nuti ha prodotto prima dell’incidente del 2006. È stata fatta un anno prima. «Qui – spiega Giovanni Nuti – siamo davanti ad un’opera più concettuale. Un orologio, non uno qualsiasi, ma quello di mio padre, che segna le 12, l’orario di nascita di mio fratello. Il tema dell’orologio – aggiunge Giovanni Nuti – è un tema ricorrente nei film di mio fratello. Pensiamo alla sveglia in “Madonna che silenzio c’è stasera” o all’orologio in “OcchioPinocchio”. Un elemento importante che scandisce il tempo».

Intanto, al dottor Nuti è arrivata una richiesta da Reggio Calabria da parte di un’associazione culturale che si è detta interessata ad ospitare la mostra. Francesco Nuti adesso vive a Roma. Il fratello gli ha comunicato della mostra: «È contento – dice – quando ha saputo della cosa».

Azelio Biagioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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