Il Tirreno

Prato

Prove di difficile dialogo a sinistra

Prove di difficile dialogo a sinistra

Il segretario Pd incontra Mdp e Campo progressista (Chiani coordinatore)

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PRATO. Prove di dialogo a sinistra. Difficili, appena abbozzate e subito rinviate a settembre, ma avvenute.

Il segretario Pd Gabriele Bosi ha incontrato, nei giorni scorsi, i rappresentanti dei partiti e dei movimenti che a livello nazionale e a cascata sul territorio, rappresentano quell’opposizione forte e costante, in particolare sui temi dell’immigrazione, al governo cittadino e al Pd di matrice renzian. Alleato a Prato con i Socialisti di Alessandro Michelozzi e con Democrazia solidale di Lorenzo Marchi ma che in vista dei prossimi appuntamenti elettorali ha evidentemente voglia di socchiudere la porta. Chi sono gli interlocutori? Mdp (Movimento democratico e progressista), Campo Progressista, la formazione dell’ex sindaco di Milano Pisapia, Possibile, l’associazione che fa capo a Civati, Sinistra Italiana e Rifondazione comunista.

L’obiettivo del segretario è far partire un confronto “laico” sui temi del governo della città e sull’agenda amministrativa, lasciando sullo sfondo - e questa è la sfida - gli attriti di natura ideologica. Il ragionamento di Bosi parte da una convinzione: che su quel che è stato fatto e su ciò che si farà per Prato possa nascere un confronto «di buon senso», trovando anche spunti di condivisione. Missione impossibile? Forse. Se di ricucitura si parlerà, dopo mesi di scontri frontali, si vedrà dopo l’estate, con alle porte, però, un tornata di voto con il sistema proporzionale per il rinnovo del Parlamento che di sicuro, in prima battuta, non favorirà alleanze. Dunque, strada in salita. Anche secondo le parole dell’ex deputato Andrea Lulli, senza tessera Pd ormai da anni, confluito assieme a una serie di personaggi storici della sinistra pratese (Manuele Marigolli, Gianni del Vecchio, Daniele Panerati, tanto per citare alcuni nomi) in Articolo 1 Mdp. «Premetto che il nostro nemico resta la destra - dice Lulli - ma c’è il rischio che per un dialogo con il Pd renziano sia ormai tardi». Il nucleo pratese del partito nato dalla scissione voluta da Bersani, D’Alema ed Enrico Rossi, ha un percorso ancora in itinere ma a breve nominerà un coordinatore nella persona di Lorenzo Chiani. «Il problema non è la simpatia o l’antipatia per Renzi - continua Lulli - il problema riguarda le politiche disastrose che sono state fatte in questi anni dal Pd: dall’accordo sull’immigrazione, alla soppressione dei diritti, dalla crescita che non c’è, unici in Europa, al lavoro, che per assurdo, crea povertà. Bisogna ripartire dai diritti collettivi, è questa la frontiera della sinistra». Programmi, contenuti, politiche, sono queste le parole d’ordine di Mdp che anche a Prato - ricalcando dinamiche nazionali - ha un rapporto stretto con Campo Progressista, il cui coordinatore regionale è Diego Blasi.

«Siamo disponibili a confrontarci con chiunque - afferma Blasi - ma è difficile poter pensare a percorsi comuni con persone che sostengono l’apertura di un Cie in Toscana come ha fatto Biffoni o che dicono di voler aiutare i più deboli a casa loro come ha detto Renzi. Noi non siamo d’accordo. Ed è quindi chiaro che con il Pd renziano il confronto diventa possibile solo con evidenti elementi di discontinuità rispetto al passato».

«Campo progressista - prosegue Blasi - che ha la volontà di aggregare tutte le forze di sinistra, ha avviato un percorso di autonomia rispetto al Pd, in particolare quello renziano, ma anche a Prato discute da tempo anche con l’area democratica, sempre più larga, che renziana non è».

Cristina Orsini

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