Il Tirreno

Prato

Gli edili contro le imprese fantasma

Grido d’allarme dei vertici del settore dopo la scoperta di un’azienda con 12 operai irregolari su 14

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PRATO. Nessuna sorpresa ma preoccupazione e rabbia nelle imprese edili pratesi che assistono a situazioni come quella trovata dai carabinieri in un pronto moda di via Toscana, dove sono stati trovati 12 lavoratori cinesi irregolari su 14.

«Non è una novità che esistano a Prato imprese di questo genere – commenta il vicepresidente di Ance Toscana Nord Alessandro Cafissi – Noi denunciamo da anni questa situazione ed evidenziamo la concorrenza sleale che le imprese irregolari rappresentano per chi opera nel rispetto delle normative. È verosimile peraltro che le imprese irregolari vengano impiegate anche per lavori a loro volta irregolari, come la realizzazione dei tristemente noti loculi-dormitorio: lavori che un’impresa”normale” non effettuerebbe mai. Esiste a Prato un corto circuito dell’irregolarità che travalica i singoli settori e li salda gli uni agli altri».

«È un sistema integrato e uniforme, a quanto pare: le imprese edili cinesi sembrano caratterizzarsi, almeno in buona parte, per le stesse caratteristiche di irregolarità di quelle di altri settori – aggiunge Stefano Crestini, presidente degli edili di Confartigianato Imprese Prato – Appare anche strano che un qualunque committente o un tecnico che presenta una pratica possano affidarsi a ditte destrutturate o addirittura inesistenti. Le nostre imprese si sentono minacciate, a buon diritto, dalla concorrenza sleale che subiamo e dalla distorsione della concorrenza che si è creata. È un momento ancora difficile e molto delicato per il nostro settore, che stenta a riprendersi e soffre fortemente anche per questa situazione».

«Un plauso a chi effettua controlli che evidenziano e vanno a sanare, almeno limitatamente e temporaneamente, situazioni inaccettabili – conclude Daria Orlandi, presidente della Cassa edile pratese – Le associazioni e gli enti paritetici lavorano per difendere le imprese corrette ma è necessaria una maggior collaborazione tra noi e gli enti di controllo. In questo senso vogliamo rafforzare i rapporti per far sì che le informazioni sull’apertura dei cantieri e sulle imprese impegnate circolino in tempo reale e si evidenzino potenziali criticità su cui mirare i controlli. Resta prioritario anche il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei committenti sia pubblici che privati. Rischiamo che un settore attualmente fragile come l’edilizia divenga un terreno di espansione per imprese irregolari a loro volta collegate a sacche di illegalità presenti in altri comparti. Chiediamo maggiore attenzione al nostro settore, esposto da troppo tempo a questi fenomeni».

Un grido d’allarme che si rivolge alla politica e alle istituzioni in genere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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