Attenzione
Comune, quattordici milioni per ripianare il disavanzo
Prato, nel consiglio di venerdì 21 luglio la delibera: dovranno essere versati in tre anni. Faltoni: «Un problema creato dalla giunta Cenni»
PRATO. Sono 14 i milioni (per la precisione 13 milioni 945.000 euro) che il Comune dovrà spalmare nei bilanci 2017-2018-2019 - qualcosa come 4 milioni e 600.000 euro e spiccioli ogni anno - per ripianare il disavanzo provocato dalla montagna di crediti inesigibili che la Corte dei Conti ha individuato spulciando il bilancio comunale del 2014 ordinando, di conseguenza, le manovre correttive che costringeranno il consiglio comunale che si riunisce oggi a riapprovare, tra le altre cose, i consuntivi 2012- 2013 e 2014. Storia nota, certo non meno gravosa per le casse comunali.
«Secondo il nostro giudizio - spiega l’assessore al Bilancio Monia Faltoni che ieri mattina ha partecipato a una commissione consiliare-fiume nella quale oltre i correttivi sul disavanzo sono state presentate le variazioni sui bilanci nel triennio con l’ulteriore posta col segno meno provocata dalla sentenze di condanna sugli swap - il disavanzo ordinario è calcolabile in 14 milioni e non in 17 come ci chiedeva la Corte dei conti. Una volta approvata la delibera la invieremo alla magistratura contabile che valuterà la correttezza del correttivo apportato».
E se l’opposizione, per voce del consigliere Alessandro Giugni di Energie per l’Italia, ha criticato «l’indisponibilità della giunta a condividere il percorso, visto che l’assessore al bilancio si è presentata in commissione con una delibera già fatta senza chiedere contributi e valutazione», è la stessa Faltoni a rispedire al mittente le accuse: «Non credo sia opportuno chiedere consigli a chi, nella scorsa amministrazione, ha creato il problema non evidenziando a dovere nei bilanci il disavanzo che tra l’altro, tra il 2012 e il 2014, è passato da 22 a 36 milioni di euro. Nella nostra prima manovra, appena insediati, ci siamo accorti della situazione e abbiamo approvato un piano trentennale di rientro che la Corte dei conti ci ha poi imposto di modificare. Il “peccato originale” però nasce in seno all’amministrazione Cenni e tocca a noi correre ai ripari».
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Come? Utilizzando tutte le partire a disposizione: 3 milioni 600.000 euro da un fondo “libero”, utilizzando i 700.000 euro di entrate Irpef in più, utilizzando i dividendi di Consiag e Pratofarma e buttando sul monte complessivo tutte quelle maggiori entrate «ottenute grazie a una gestione virtuosa e oculata» sottolinea Faltoni, che ammontano a circa 400.000 euro. «Con fatica - prosegue l’assessore - riusciremo a non tagliare servizi e a mantenere spese e investimenti secondo la programmazione fatta, è ovvio però che si tratta di soldi che invece di essere usati per i cittadini andranno a ripianare criticità». Per i prossimi anni la situazione economica sarà da tenere sotto controllo: «E’ ovvio che gli equilibri diventeranno più fragili - ammette Faltoni - in prospettiva dovremo amministrare con ancora più cautela».
L’altra tegola è rappresentata dalla condanna in appello, davanti alla corte di Londra, al pagamento di 12 milioni di euro, cifra che rappresenta il differenziali di quanto non corrisposto dal Comune di Prato a Dexia Credipo dal 2010 a oggi, per il contratto sugli swap. «Soldi che fortunatamente abbiamo accantonato - dice Faltoni - senza dare retta e chi ci diceva di spenderli e che anzi sosteneva di averci lasciato un tesoretto». Verranno versati entro il 31 di luglio assieme alla prima tranche di parcelle degli avvocati di controparte pari ad altri due milioni e mezzo (anche questi messi al riparo su un fondo). Poi si riaprirà la partita, perché sembra che il Comune - ma la certezza si avrà solo dopo il confronto con i legali - possa aprire una transazione o ricorrere il appello.
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