Il Tirreno

Prato

Molestie sessuali a un sedicenne: condannato cinquantenne

di Paolo Nencioni
La rivolta dei residenti di Iolo contro il presunto pedofilo nel 2011
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La rivolta dei residenti di Iolo contro il presunto pedofilo nel 2011

Due anni e otto mesi all’uomo di 55 anni che nel giugno del 2011 rischiò di essere linciato alle case popolari di Iolo

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PRATO. È stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione un invalido civile di 55 anni che era accusato di aver molestato sessualmente un sedicenne nel 2014. Si tratta della stessa persona, di cui omettiamo il nome perché una perizia gli ha riconosciuto un deficit psichico (anche se non tale da inficiare la sua capacità di intendere), che il 29 giugno 2011 rischiò di essere linciato da una folla inferocita alle case popolari di Iolo quando si sparse la voce che aveva avuto rapporti sessuali consenzienti con il figlio quindicenne di un vicino di casa.
Da quel giorno, quando fu costretto a fuggire travestito da vigile del fuoco per sfuggire all’ira dei vicini (che tirarono anche una bomba molotov), l’uomo ha vissuto a un indirizzo che solo le persone fidate conoscevano. Nel frattempo è stato condannato in primo grado a quattro anni per i fatti di Iolo (atti sessuali con minori), ridotti in appello a tre e infine a due dopo un annullamento della condanna in Cassazione. All’epoca della sentenza aveva già scontato due anni e quattro mesi agli arresti domiciliari.

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Sembrava una brutta storia finita, e invece il cinquantacinquenne è tornato di nuovo di fronte al Tribunale in seguito alla denuncia presentata dai genitori di un sedicenne. Il ragazzo, che conosce occasionalmente l’imputato, ha raccontato di essere stato avvicinato dall’uomo in due o tre occasioni. Una volta gli avrebbe chiesto di baciarlo, un’altra volta gli ha messo una mano sulla coscia. In entrambe le occasioni il ragazzo ha rifiutato decisamente l’approccio sessuale. Poi si è confidato coi genitori e ne è scaturito un nuovo procedimento penale per violenza sessuale nei confronti dell’invalido. Al termine del processo il pubblico ministero Valentina Cosci (ma il fascicolo è stato seguito dal sostituto Egidio Celano) ha chiesto una condanna a 4 anni e nove mesi di reclusione, ma il giudice dell’udienza preliminare ha accolto parzialmente le argomentazioni dell’avvocato difensore, Massimiliano Tesi, e ha condannato l’imputato a due anni e otto mesi per tentata violenza sessuale, ritenendo che i fatti così come sono stati rappresentati al processo non siano qualificabili come una violenza sessuale vera e propria. La difesa ha già comunque preannunciato che ricorrerà in appello. Il condannato rimane a piede libero in attesa della sentenza definitiva.

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