Il Tirreno

Prato

Miasmi e fumi irritanti una frazione in rivolta

di Maria Lardara
Il fumo che esce dalle ciminiere della stamperia. Nel riquadro Il gruppo di residenti in Comune con le firme
◗
Il fumo che esce dalle ciminiere della stamperia. Nel riquadro Il gruppo di residenti in Comune con le firme

Prato, gli abitanti di Viaccia consegnano in Comune una petizione con oltre 500 firme contro la stamperia “Arte Stampa”. «Tanti controlli ma è tutto come prima»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Costretti a stare in estate con le finestre chiuse per non respirare quell’aria avvelenata. Sì ma da cosa? Un’idea chiara gli abitanti di Viaccia ce l’hanno tanto che hanno deciso di fare la voce grossa puntando il dito contro la stamperia cinese “Arte Stampa” nelle sedi istituzionali opportune, dopo una prima fase in cui hanno cercato di usare tutta la cautela possibile convivendo da quasi un anno con l'incubo del cattivo odore.

Così i primi firmatari della petizione depositata venti giorni fa in Comune con tanto di 520 firme raccolte sono stati ricevuti ieri mattina dalla commissione consiliare 4 presieduta da Massimo Carlesi e dall’assessore competente Filippo Alessi. «Prima di ricorrere all’esposto in Procura e alla petizione abbiamo portato avanti una linea soft cercando una mediazione con l’azienda – fa sapere Riccardo Settesoldi, portavoce del Coordinamento cittadini per Viaccia - Sappiamo che questa è stata controllata più volte dagli organi competenti ma ci domandiamo come lì dentro si possa lavorare in sicurezza vista la presenza di amianto e cattivi odori».

L’ultima ispezione, in ordine di tempo, è quella ricevuta mercoledì scorso dal gruppo interforze di cui la commissione non aveva notizia. In più in una lettera che porta la data del 27 giugno scorso l’ingegnera Irene Morganti dell’ufficio ambiente del Comune chiede conto all’Asl se l’azienda abbia ottemperato ad alcune prescrizioni a seguito di un controllo eseguito dai tecnici del dipartimento di prevenzione il 28 marzo scorso. «Ma la salute non aspetta, è dall’agosto scorso che noi chiediamo controlli telefonando alla polizia municipale», lamenta Alessandra Scali, firmataria della petizione mentre gli fa eco Alessandro Gori che racconta di come qualche sera fa abbia fatto rientrare dai giardini il nipotino che giocava a causa di forti bruciori alla gola.

É soprattutto in queste calde sere d’estate che l’odore si fa più persistente quando i fumi escono dalle ciminiere della stamperia: dal canto suo, l’azienda ha sempre negato, per bocca dei consulenti italiani che la seguono interpellati dal Tirreno, di essere la fonte di quelle emissioni maleodoranti imputandole semmai ad altre attività produttive limitrofe.

«È la prima volta che il Comune viene coinvolto in questa vicenda, pertanto da ora mi assumo l’impegno a sollecitare Asl e Arpat – risponde l’assessore Alessi - In città abbiamo una decina di segnalazioni legate all’attività di stamperie e tintorie, in prevalenza condotte da imprenditori cinesi: non avendo competenza diretta, il nostro ruolo è quello di fare da tramite fra i cittadini e, nella circostanza specifica, Asl e Arpat». A far squillare un altro campanello d’allarme per i residenti è la presenza di una copertura di eternit sul tetto della stamperia rinata due anni fa dalle ceneri dell’ex rifinizione Flaminia.

La fabbrica non deve chiudere.  "Non vogliamo che le aziende chiudano ma che si mettano in regola»: è chiaro il messaggio dei residenti che rimbalza sui banchi della commissione 4. La cautela è d’obbligo anche perché in quella stamperia tra via Pistoiese e via di Valdingole lavorano anche dipendenti italiani che vivono nella frazione. «Ci siamo anche confrontati col sindacato dei tessili della Cgil», fa sapere Massimo Chiarugi del Coordinamento Cittadini per Viaccia.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa