La manifestazione
I cinesi regalano riso e olio ai poveri
La donazione di un’associazione in occasione della festa religiosa: «Un atto di generosità per ringraziare la città»
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PRATO. La comunità cinese che non t’aspetti. Quella che lavora alle macchine di taglia e cuci da mattina a sera e quella che si ritrova in un caldo mercoledì mattina di luglio al tempio buddista di piazza della Gualchierina per pregare davanti a tante statue luminose e dorate che appartengono al loro Dna spirituale.
È festa da queste parti, le danze per la Festa del Buddha secondo il calendario lunare sono iniziate di buon’ora con il raduno dei monaci buddisti in ginocchio lungo il perimetro di piazza del Mercato Nuovo. Le donne pregano e intonano cori religiosi che rimandano alla tradizione spirituale del Bodhisattva, gli uomini dispensano doni caricandosi di pacchi di riso e recipienti di olio di semi. Li consegnano come dono all’Emporio della Solidarietà, un gesto simbolico e utile a riempire gli scaffali del supermercato solidale che aiuta tante famiglie in difficoltà: davanti al tempio vengono scaricati 350 chilogrammi di riso e 800 litri di olio. Riso e olio, simbolo di abbondanza e luce. Simboli ma anche alimenti di prima necessità.
«Oggi celebriamo il volto del Buddha più misericordioso, quindi l’occasione è propizia per donare a chi ha più bisogno: un atto di generosità per ringraziare la città», ci spiega la segretaria dell’associazione dei buddisti cinesi di Prato, Wang Hayou. È il terzo anno che vengono donati questi generi di alimenti, l’anno scorso arrivarono dai buddisti cinesi, circa 500 quelli che fanno capo al tempio di piazza della Gualchierina, 135 chili di riso e 500 litri di olio di semi sotto forma di offerte che i fedeli fanno al Buddha nella festività a lui consacrata e poi devolute appunto all’Emporio. Ma stavolta la generosità s’è moltiplicata, in occasione della ricorrenza che per tutta la giornata è andata avanti alternando momenti di preghiera e meditazione, persino un pranzo vegetariano consumato dalle famiglie al tempio.
Un dono del tutto disinteressato quello dei cittadini dagli occhi a mandorla visto che, su un totale di utenze seguiti dall’Emporio, gli orientali si contano sul palmo della mano. «Si tratta di prodotti utili di cui c’è sempre necessità e che difficilmente riusciamo a reperire – spiega il volontario Claudio Baldini, responsabile per l’approvvigionamento dell’Emporio – Tra i nostri utenti i cittadini cinesi sono solo una decina e questo rende ancora più apprezzabile il loro gesto, che rappresenta un contributo ai bisogni della città e racchiude un messaggio di integrazione». Promosso da Caritas, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, il servizio dell’Emporio si rivolge a tutti coloro che stanno vivendo un momento di disagio economico. Per fare la spesa qui non si spendono soldi ma punti rilasciati da Caritas e dai servizi sociali del Comune.
Maria Lardara
È festa da queste parti, le danze per la Festa del Buddha secondo il calendario lunare sono iniziate di buon’ora con il raduno dei monaci buddisti in ginocchio lungo il perimetro di piazza del Mercato Nuovo. Le donne pregano e intonano cori religiosi che rimandano alla tradizione spirituale del Bodhisattva, gli uomini dispensano doni caricandosi di pacchi di riso e recipienti di olio di semi. Li consegnano come dono all’Emporio della Solidarietà, un gesto simbolico e utile a riempire gli scaffali del supermercato solidale che aiuta tante famiglie in difficoltà: davanti al tempio vengono scaricati 350 chilogrammi di riso e 800 litri di olio. Riso e olio, simbolo di abbondanza e luce. Simboli ma anche alimenti di prima necessità.
«Oggi celebriamo il volto del Buddha più misericordioso, quindi l’occasione è propizia per donare a chi ha più bisogno: un atto di generosità per ringraziare la città», ci spiega la segretaria dell’associazione dei buddisti cinesi di Prato, Wang Hayou. È il terzo anno che vengono donati questi generi di alimenti, l’anno scorso arrivarono dai buddisti cinesi, circa 500 quelli che fanno capo al tempio di piazza della Gualchierina, 135 chili di riso e 500 litri di olio di semi sotto forma di offerte che i fedeli fanno al Buddha nella festività a lui consacrata e poi devolute appunto all’Emporio. Ma stavolta la generosità s’è moltiplicata, in occasione della ricorrenza che per tutta la giornata è andata avanti alternando momenti di preghiera e meditazione, persino un pranzo vegetariano consumato dalle famiglie al tempio.
Un dono del tutto disinteressato quello dei cittadini dagli occhi a mandorla visto che, su un totale di utenze seguiti dall’Emporio, gli orientali si contano sul palmo della mano. «Si tratta di prodotti utili di cui c’è sempre necessità e che difficilmente riusciamo a reperire – spiega il volontario Claudio Baldini, responsabile per l’approvvigionamento dell’Emporio – Tra i nostri utenti i cittadini cinesi sono solo una decina e questo rende ancora più apprezzabile il loro gesto, che rappresenta un contributo ai bisogni della città e racchiude un messaggio di integrazione». Promosso da Caritas, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, il servizio dell’Emporio si rivolge a tutti coloro che stanno vivendo un momento di disagio economico. Per fare la spesa qui non si spendono soldi ma punti rilasciati da Caritas e dai servizi sociali del Comune.
Maria Lardara
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