Il Tirreno

Prato

Etichette vere, indumenti falsi

Etichette vere, indumenti falsi

I carabinieri denunciano quattro persone per contraffazione di marchi

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PRATO. Alcune note aziende di abbigliamento si erano rivolte a un piccolo produttore di Prato per la realizzazione dei capi, ma la fiducia non è stata ripagata. I carabinieri del Nucleo investigativo, infatti, hanno scoperto che l’artigiano pratese, insieme ad altre due persone, si era messo d’accordo con un negoziante di Siracusa per usare i marchi delle griffe avanzati dalle vecchie produzioni per apporli su capi d’abbigliamento prodotti da lui stesso e commercializzarli al prezzo proposto dalle griffe.

I carabinieri hanno sequestrato 150 capi d’abbigliamento, in gran parte polo, e hanno denunciato quattro persone con l’accusa di commercializzazione di prodotti con marchi e segni distintivi contraffatti. Il comando provinciale sottolinea che per questo tipo di reato si prevedono multe fino a cinquemila euro, oltre alla reclusione, che però in questi casi non scatta praticamente mai.

Non si tratta dunque del solito caso di contraffazione a tutto tondo. Qui siamo in presenza di marchi ed etichette vere, che erano in possesso del produttore pratese perché gli erano state consegnate dai committenti. Lui però, come accade non di rado, ne aveva messe da parte un po’ per farci il suo business.

Anche per quanto riguarda la qualità del prodotto, non si può dare per scontato che i capi sequestrati dai carabinieri siano di gran lunga inferiori a quelli commercializzati regolarmente dalle grandi aziende, proprio perché le stesse aziende avevano affidato all’artigiano pratese la realizzazione dei capi che poi vendono a prezzi altissimi. Il guadagno illecito dell’artigiano si sarebbe realizzato sulla differenza tra il prezzo di costo dei capi d’abbigliamento e i prezzi praticati dal commerciante di Siracusa, che li avrebbe venduti come originali.

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