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Prato

Toscana economia
 

Bene l’export nel tessile, ma non i tessuti e filati

Una fase di lavorazione della filatura (foto Batavia)
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Una fase di lavorazione della filatura (foto Batavia)

Prato, i dati del Monitor distretti di Intesa San Paolo dei primi tre mesi del 2017 mostrano un'impennata del 13% per l'abbigliamento, segni meno per le lavorazioni più tradizionali

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PRATO. Il tessile va, almeno sotto il profilo delle esportazioni, ma non tutti i settori allo stesso modo. I dati del Monitor distretti di Intesa San Paolo per i primi tre mesi dell’anno sono confortanti. I distretti del tessile-abbigliamento registrano una crescita tendenziale delle esportazioni pari a +5,9% (+ 42,6 milioni). L’abbigliamento e la maglieria sono i comparti che all’interno della filiera del tessile-abbigliamento registrano gli andamenti migliori, con un progresso pari a +8,0% per l’abbigliamento, che rappresenta il 58% della filiera, e a +13,1% per la maglieria, che incrementa di oltre 10 milioni le esportazioni realizzate nel primo trimestre 2016.

Dopo un 2016 di crescita, si riducono le esportazioni di tessuti (-1,6%) e di filati di Prato (-3,8%). Il tessile e abbigliamento di Prato, che realizza più della metà delle esportazioni del comparto, registra una crescita del 3,8%, pari a oltre 13 milioni, ottenuti da un incremento nell’abbigliamento (+13,4 milioni) e nella maglieria (+ 4,5 milioni), che compensano il lieve ritardo nel tessile (-3,2 milioni) e nei filati (-1,7 milioni). I paesi che si confermano prioritari per gli scambi internazionali sono i partner europei (+5%) e il Nord America (+11%); nel Nord America aumentano i flussi verso Stati Uniti e Canada (rispettivamente +10% e +16%). Da sottolineare anche la ripresa delle esportazioni verso la Russia.
 

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