Sicurezza
Il concerto di Avitabile si fa al Pecci, ma le gradinate restano chiuse
Via libera parziale all'anfiteatro dopo un sopralluogo della Commissione di vigilanza: installate file di sedie davanti al palco
PRATO. Si farà regolarmente all'anfiteatro del Museo Pecci il concerto di Enzo Avitabile, previsto per la serata di oggi, 10 luglio, alle 21,30 nel cartellone del Festival delle Colline, ma il pubblico non potrà sedersi sui gradoni dell'anfiteatro. La decisione della Commissione comunale di vigilanza sui pubblici spettacoli è arrivata nel pomeriggio, a tre ore dall'inizio del concerto, dopo un sopralluogo nella struttura per verificare l'agibilità che era stata negata in occasione delle serate di venerdì (dj set con Skin) e di sabato (concerto di Pape Diouf).
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La commissione presieduta dal consigliere comunale del Pd Roberto Mennini continua a ritenere non a norma i gradoni dell'anfiteatro (in base a una norma del 1996), nonostante la struttura abbia ospitato numerosi concerti nella sua lunga storia, e ha ordinato l'allestimento di alcune file di sedie che ospiteranno gli spettatori dentro l'anfiteatro, col palco che darà le spalle ai gradoni. In pratica la stessa soluzione scelta per la serata di Skin, quando fu un'ordinanza del sindaco Matteo Biffoni a superare la bocciatura della commissione per motivi di urgenza.
Roberto Mennini, il consigliere comunale Pd che presiede la commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli, sostiene di aver applicato un decreto ministeriale che è in vigore dal 1996 ma che nessuno evidentemente aveva usato per l’anfiteatro del museo. La norma effettivamente, al titolo quarto, parla anche di gradini. Secondo la commissione non erano rispettate le proporzioni tra gradoni e scale di smistamento. Ma perché fare il sopralluogo a poche ore dall’inizio di un concerto? "Perché lo possiamo fare solo quando gli impianti sono montati" dice Mennini. E perché finora nessuno aveva sollevato problemi sull’uso dell’anfiteatro? "Questo non lo so - aggiunge - Sono presidente solo da un paio di anni". Riguardo alla mancata riunione della commissione nel pomeriggio di venerdì 7 o nella giornata di sabato 8 la spiegazione si fa più sfumata: "Serve un congruo preavviso, è difficile mettere insieme le persone". In ogni caso, secondo Mennini, il Comune avrebbe dovuto chiedere una deroga, che par di capire non sia stata chiesta, o di cui lui non ha avuto notizia.
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