Il Tirreno

Prato

Nasce il condominio “bio” per i genitori separati 

L’edificio sarà in legno e dovrebbe essere completato entro il 2018 in via Meoni Un intervento analogo è in programma anche a Vaiano al Molino delle Viacce

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PRATO. Il primo mattone, anzi la prima lastra di legno, si potrebbe dire, è stata messa il 30 giugno. Prato inaugura così l'avvio dei lavori del suo primo edificio di “housing sociale” vera e propria, voluto dall'Edilizia Pubblica pratese dopo aver vinto un bando per la costruzione di edifici in bioarchitettura e destinati a funzioni sociali innovative e sperimentali. Il lotto in questione è in via Meoni, vicino a via Beethoven, zona di Grignano, e si chiamerà “condominio solidale”, costruito interamente in legno e con nuove concezioni abitative e di servizi. L'Edilizia pubblica pratese ha vinto e ottenuto un finanziamento specifico di un milione e 600mila euro su un bando emesso nei mesi scorsi dall'Ente nazionale Edilizia residenziale pubblica e per Prato si tratta di un intervento avveniristico. L'edificio di due piani sarà pronto entro il 2018 e sarà costruito in legno, servendosi poi di un impianto fotovoltaico per l'energia elettrica, un impianto di pannelli solari per il riscaldamento dell'acqua e avrà anche dei contenitori specifici per le acque grigie piovane che serviranno per l'irrigazione del verde circostante. Manca solo il teleriscaldamento per rendere l'edificio futuristico. Ma la prima lastra di legno, è stata messa e i lavori sono partiti. L'edificio di via Meoni vedrà la realizzazione di cinque unità abitative poste su due piani con nuove concezioni di habitat, ossia gli appartamenti di circa 50-60 mq ciascuno saranno destinati innanzitutto alla categoria specifica dei genitori (o padri o madri) separati e con figli, genitori in difficoltà economica, e il “condominio solidale” sarà strutturato con molti spazi in comune, dalla lavanderia alle cucine, agli spazi di socialità e di ricreazione. Non solo: il “condomino solidale” sarà un luogo aperto anche per le persone del quartiere con attività e spazi di incontro.

Una rivoluzione sociologica e architettonica, insomma, nella concezione della casa, delle vivibilità in un quartiere e con persone nuove. Ogni unità abitativa potrà ospitare due o tre adulti in convivenza e in spazi e servizi in comune debitamente regolamentati. Nel milione e 600mila euro di finanziamento rientra un altro edificio di ben otto unità abitative, con le stessa tipologia costruttiva in bioarchitettura, che verrà realizzato a Vaiano entro i primi mesi del 2018 nella zona di via del Molino delle Viacce, sempre dall'Epp. Anche qui stessa destinazione, genitori separati in difficoltà economica e con figli minori, e stesse regole di costruzione.

«La vincita del bando è stato un successo – dice Federico Mazzoni, presidente dell'edilizia pubblica pratese – e questi due edifici rappresentano la vera nuova concezione dell'edificare non solo da un punto di vista strutturale, architettonico e energetico, ma anche sociale. Le persone che entrano in questa dimensione di “housing sociale” devono essere pienamente integrate nel rapporto di vita col quartiere, condividere spazi e servizi in comune, socializzare, ospitare i propri figli, avere spazi adeguati e un'altra dimensione di vita». Oltre l'abitare, fondamentale è anche come abitare. «Certo – prosegue l'ingegner Mazzoni – non a caso si tratta di edilizia sperimentale non solo per i materiali che vengono utilizzati e le nuove concezioni costruttive, ma proprio per la relazione sociale. Molti sono gli spazi in comune, e quindi di socialità, connesse all'esterno ossia al quartiere in cui si vive».

Alessandro Formichella

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