Il Tirreno

Prato

 

Boom delle aziende straniere: sono un terzo del totale

Francesco Albonetti
Insegne di aziende cinesi al Macrolotto Uno (foto Batavia)
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Insegne di aziende cinesi al Macrolotto Uno (foto Batavia)

Prato, 8.600 imprese gestite da immigrati, il 3,2% in più rispetto all’anno scorso e più del triplo della media nazionale. Salgono anche le imprenditrici ma calano i giovani

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PRATO. Sono 8.622, il 3,2% in più rispetto all’anno scorso e costruiscono il 29,7%, un terzo del totale delle imprese, più del doppio della media regionale e più del triplo di quella nazionale. È una crescita inarrestabile quella delle imprese straniere a Prato, da far impallidire la crescita pur avvenuta nel resto della Toscana e dell’Italia, dove le imprese straniere sono rispettivamente il 14 e il 10 per cento del totale. Fra i settori, la manifattura pratese è ormai quasi tutta cinese, con crescita ulteriore delle confezioni. Ma vanno molto bene anche il commercio e i servizi. E' la fotografia scattata dalla Camera di commercio con dati aggiornati al marzo del 2017.

Se la categoria dell’imprenditoria straniera è al top della crescita, dati lusinghieri arrivano anche dalle imprese femminili. La crescita a marzo è del + 0,4%, a fronte di un calo in Toscana e di un aumento più contenuto (+ 0,3%) in Italia. In generale, le imprese guidate da donne costituiscono il 25% del totale, dati migliori sia della Toscana che della media nazionale. Non c’è dubbio che anche a questo piccolo boom dell’imprenditoria rosa concorsono in modo significativo le donne straniere. Lo dimostra il fatto che il settore predominante è quello manifatturiero (confezioni).

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Dati meno lusinghieri arrivano, invece, dall’imprenditoria giovanile, la cui tendenza è inversa a quella delle imprese straniere e femminili: - 8,5% a Prato nei primi tre mesi dell’anno rispetto all’anno scorso, a fronte del - 5,4% della Toscana e al - 2,7% a livello nazionale. In termini assoluti, le imprese guidate da giovani a Prato sono 3.025, il 10,4% del totale. Una possibile spiegazione che viene fata a questo calo, secondo Dario Caserta dell’Ufficio studi camerale, è il calo importante delle confezioni guidate da giovani cinesi, che, rispetto ai loro padri arrivati per primi a Prato, preferiscono rivolgersi ad altri comparti. Insomma, in ambito giovanile l’imprenditoria “italiana” fa poco testo.
 

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