Gioco
Al via una raccolta di fondi per realizzare un film sull'anarchico Gaetano Bresci
Prato, "L’anarchico venuto dall’America" sarà il titolo del documentario che il regista Gabriele Cecconi vuole realizzare per far conoscere il pratese che uccise re Umberto I di Savoia
PRATO. Fra pochi giorni uscirà il teaser (con protagonista Andrea Anastasio) del documentario su Gaetano Bresci. Contestualmente partirà anche la raccolta fondi per sostenere le riprese del documentario, scritto da Gabriele Cecconi che ne curerà anche la regia e che sarà girato per la quasi totalità a Prato con una troupe tutta pratese. Si tratta di una produzione indipendente, dell’associazione culturale senza scopi di lucro Alfafilm. “I contributi – spiega Cecconi - saranno versati, unicamente tramite bonifico bancario e circuito di carte di credito PayPal, direttamente sul conto corrente dell’associazione Alfafilm (sul sito www.alfafilm.it i dettagli), e saranno utilizzati esclusivamente per la realizzazione del film su Gaetano Bresci. Tutti i contributi (minimo 10 €) potranno godere della deducibilità fiscale”.
Il documentario si intitolerà “L’anarchico venuto dall’America” e racconterà dal punto di vista rigorosamente storico la vita dell’anarchico pratese Gaetano Bresci, le sue idee e la morte misteriosa. Il regista che firmerà il documentario della durata di 55 minuti è il pratese Gabriele Cecconi. Laureato in storia del cinema sulla filmografia di Elio Petri, dal 2005 è docente di linguaggio cinematografico al corso di regia alla scuola di cinema Anna Magnani, dal 2006 direttore artistico del Film Festival Mauro Bolognini di Pistoia, dal 2009 presidente di Alfafilm. Sceneggiatore e regista di Cecconi si ricorda il successo del lungometraggio "Il seminarista" (2013). Ora Cecconi si appresta a raccontare la vita di Gaetano Bresci nato a Prato nel 1869, operaio tessile del Fabbricone, che a 29 anni lasciò la città ed emigrò a Paterson, negli Stati Uniti. Qui si formò una famiglia e dopo due anni tornò in Italia per uccidere il re Umberto I di Savoia, il 29 luglio 1900. Condannato all’ergastolo, fu rinvenuto morto nel penitenziario di Santo Stefano (Isole Ponziane) il 22 maggio 1901.
“Intorno al collo Bresci – si legge nella presentazione del documentario sul sito di Alfafilm - aveva un nodo scorsoio, fatto con un fazzoletto. Ma ci si può impiccare con un fazzoletto? Bresci sarebbe stato ucciso a bastonate durante un “santantonio: sotto il pretesto di tentata ribellione le guardie gettavano sul disgraziato coperte pesanti e poi lo colpivano con bastoni fino a farlo morire. L’obiettivo del documentario – si legge ancora nella nota - è quello di ricostruire in maniera rigorosa (insieme a docenti universitari come il professor Federico Lucarini e attraverso interviste agli storici Giuseppe Galzerano e Arrigo Petacco) gli eventi che spinsero il giovane migrante ad andarsene da Prato per poi rientrare in Italia per uccidere il re, una storia mai affrontata né da un film né da un documentario. Il nostro approccio non sarà ideologico ma rigorosamente storico. E la storia ci dice che Gaetano Bresci tornò dall’America per vendicare le vittime dei moti di Milano del 1898, quando il generale Bava Beccaris sparò col cannone sui manifestanti che chiedevano pane e il Re lo premiò con le massime onorificenze militari e nominandolo senatore. Bresci aveva 30 anni e sapeva benissimo che non avrebbe più rivisto la moglie e la figlia”.
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