Il Tirreno

Prato

Donzelli (FdI) in visita al Centro di accoglienza Santa Caterina

di Azelio Biagioni
Il consigliere regionale Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia a Prato (Foto Batavia)
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Il consigliere regionale Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia a Prato (Foto Batavia)

Il consigliere regionale ha espresso un giudizio positivo sulla struttura di Prato anche se ha lamentato l'inefficacia dello Stato nelle operazioni di rimpatrio di coloro che non rispettano le regole

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PRATO. Ha voluto vedere di persona il centro di accoglienza straordinaria (Cas) “Santa Caterina” in via San Vincenzo a Prato, a pochi giorni dalla rivolta dei profughi che davanti la struttura gestita da Coop 22 e Fondazione Santa Rita inscenarono, in strada, una manifestazione di protesta perché alcuni dei richiedenti asilo sono stati allontanati dal centro per non aver rispettato alcune regole, nello specifico non aver frequentato con assiduità il corso di lingua italiana. Così, nella mattina di giovedì 6 luglio il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, accompagnato dal portavoce provinciale del partito Gianni Cenni, è andato in visita alla struttura, dopo aver incontrato la prefetta Rosanna Scialla.

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“La mia – dice il consigliere – era una visita annunciata al Cas 'Santa Caterina'. Premesso questo, ho trovato una struttura molto migliore delle altre in Toscana. C’è attenzione e cura e l’accoglienza è buona. Anche se ormai in questo edificio l’accoglienza è satura, ci sono camere anche con sei posti letto”. Poi, Giovanni Donzelli parla dell’episodio accaduto pochi giorni fa: “Le persone che arrivano in Italia sono ospiti e la cosa che si chiede è il rispetto delle regole che, qui a Prato, non c’è stato. E per noi chi non le rispetta deve tornare al suo paese. Come Fratelli d’Italia chiediamo al ministro dell’Interno Marco Minniti un decreto di espulsione per questi soggetti che per non aver rispettato le regole devono essere allontanati come persone non gradite”.

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Il capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia fa poi chiarezza su quelle persone che vengono allontanate dai centri: “Non basta allontanarle dal Cas – dice - vanno espulse dall’Italia perché non hanno rispettato le regole. Questi soggetti una volta fuori dai Cas restano sul territorio, senza essere gestiti da nessuno e lo Stato ne perde il controllo. E non risultano clandestini perché sono ancora dei richiedenti asilo. E' la dimostrazione che questo sistema, basato sulla garanzia del business alle cooperative e ai privati che si occupano dell'accoglienza, è una fabbrica di criminali con persone che inevitabilmente finiscono nei circuiti dell'illegalità, costituendo un problema e un aggravio per la gestione della sicurezza e dell'emarginazione in città. Questo non è tollerabile e lo Stato ha l'obbligo di intervenire. Nell'ex scuola Santa Caterina – termina il consigliere Donzelli - vivono ad oggi 102 immigrati nonostante nelle ultime due settimane in 30 siano stati allontanati per non aver frequentato le lezioni di italiano”.

Intanto, Fratelli d’Italia ha presentato la proposta 'Taglia-business' per obbligare i soggetti che fanno accoglienza a rendicontare le spese, obbligandoli alla trasparenza. Una proposta che è stata recentemente approvata in Commissione alla Camera e che presto passerà al vaglio dell'aula.

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