Il Tirreno

Prato

Diventa un giallo la morte del re della Curva Fiesole

di Paolo Nencioni
Carlo Maria Pampaloni in Curva Fiesole
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Carlo Maria Pampaloni in Curva Fiesole

La Procura di Prato dopo l’autopsia: "Ferite incompatibili con atti di autolesionismo". Gli inquirenti non escludono l’ipotesi omicidio per spiegare il decesso del "Pampa"

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PRATO. Era stato uno dei capi della tifoseria viola in Curva Fiesole Carlo Maria Pampaloni, l'uomo di 59 anni il cui corpo senza vita è stato trovato dal fratello lo scorso 26 giugno nella sua abitazione di Montecuccoli, nel comune di Cantagallo, e la cui morte, all’inizio archiviata come suicidio, è ora diventata un giallo.

La Procura di Prato infatti ha ordinato ulteriori accertamenti e si fa strada l’ipotesi che anziché di un suicidio possa essersi trattato di un omicidio. La svolta nelle indagini è arrivata dai risultati dell’autopsia compiuta dal medico legale Luciana Sonnellini sulla salma. Risultati che al momento non confermano l’ipotesi del suicidio, tanto che il procuratore capo Giuseppe Nicolosi ha detto senza mezzi termini che le lesioni accertate dal medico sono «incompatibili con atti di autolesionismo».

In altre parole, potrebbe essere stato qualcun altro a provocare le ferite che sono risultate mortali, in particolare due profonde incisioni ai polsi che hanno reciso i tendini di entrambi gli avambracci. Come avrebbe fatto, si sono chiesti i carabinieri, a procurarsi il taglio al secondo polso se i tendini del primo erano già recisi? Ma non c'è solo questo elemento a far dubitare del suicidio. Sul corpo sarebbero stati trovati anche lividi e tagli che non sembrano compatibili con la prima spiegazione. E all’interno della casa una grande quantità di sangue, sparso un po’ ovunque. Le ferite mortali sembra siano state inferte con un trincetto sporco di sangue che è stato trovato accanto al cadavere.

Il corpo del cinquantanovenne fu rinvenuto dal fratello, che avrebbe riferito di aver trovato la porta dell'abitazione aperta, così come il cancello. La compagna del morto era deceduta due mesi prima dopo essersi sentita male in casa. Servirono due elicotteri per trasportarla all'ospedale di Careggi, dove morì qualche giorno dopo, perché il primo elicottero ebbe problemi tecnici.

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Carlo Maria Pampaloni, per gli amici “Il Pampa”, era molto conosciuto anche a Firenze per essere stato uno dei leader storici della Curva Fiesole e tra i fondatori degli Ultras viola. «Eravamo un gruppetto di tredicenni della zona di via Pisana - lo ha ricordato l’amico Michelangelo Comanducci su SportPeople - e facevamo riferimento al club Co.Ba. in via Pisana. Cosa ricordo di Carlo? La spensieratezza, era sempre allegro, scherzava su tutto. Dopo la morte della compagna, però, era rimasto profondamente toccato, era triste». Dopo la morte di Pampaloni sull’esterno della Curva Fiesole è comparso un grande striscione a firma del gruppo “Unonoveduesei” su cui c’era scritto: “La tua curva per sempre, ciao Pampa”.

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