La protesta
Dubbi sul suicidio di Cantagallo: "Ferite incompatibili con atti autolesionistici"
La Procura di Prato ordina nuovi accertamenti dopo i risultati dell'autopsia sul corpo di un uomo di 59 anni. Si affaccia l'ipotesi dell'omicidio
PRATO. La Procura di Prato ha disposto accertamenti sulla morte di un uomo di 59 anni il cui cadavere è stato trovato dal fratello nella giornata del 26 giugno all'interno della sua abitazione in località Montecuccoli, nel comune di Cantagallo. Quello che all'inizio sembrava un suicidio potrebbe essere qualcosa di diverso e molto più grave, cioè un omicidio. Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi, infatti, ha spiegato che dai risultati dell'autopsia compiuta dal medico legale Luciana Sonnellini risultano lesioni "incompatibili con atti di autolesionismo". In altre parole, potrebbe essere stato qualcun altro a provocare le ferite che sono risultate mortali, in particolare due profonde incisioni ai polsi che hanno reciso i tendini di entrambi gli avambracci. Come avrebbe fatto, si sono chiesti i carabinieri, a procurarsi il taglio al secondo polso se i tendini erano recisi? Ma non c'è solo questo elemento a far dubitare del suicidio. Sul corpo sarebbero stati trovati anche lividi e tagli che non sembrano compatibili con la prima spiegazione.
Il corpo del cinquantanovenne fu trovato dal fratello, che avrebbe riferito di aver trovato la porta dell'abitazione aperta, così come il cancello. La moglie del morto era deceduta due mesi prima dopo essersi sentita male in casa. Servirono due elicotteri per trasportarla all'ospedale di Careggi, dove morì qualche giorno dopo, perché il primo elicottero ebbe problemi tecnici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
