Il dolore
Nasce il primo villaggio “ecologico integrale”
Prato, l’associazione “TuttoèVita” ha iniziato il recupero dell’antico paese di Mezzana. Si chiamerà “Laudato sì” e unirà la preghiera e il lavoro a contatto con la natura
PRATO. «Sarà un villaggio ecologico-cristiano». Così padre Guidalberto Bormolini, presidente del movimento dei Ricostruttori e responsabile della comunità della Villa Del Palco, definisce il futuro borgo di Mezzana una volta ristrutturato e riportato alla vita. Il nuovo nome, ispirato all’enciclica di Papa Francesco, sarà “Laudato sì”, con molti elementi che sintetizzano il pensiero di San Francesco, che invita l’uomo a prendersi cura della “madre terra”, la vera casa comune.
Come nasce il progetto. L’idea di ristrutturare il borgo di Mezzana, situato sulla sponda est della Valbisenzio fra Carmignanello e Montecuccoli, è di vecchia data, ma il progetto di affidarne la rinascita al movimento dei Ricostruttori, evitando che prendesse corpo l’ennesima speculazione edilizia, fu della giunta di Cantagallo guidata da Ilaria Bugetti e risale ad una decina di anni fa. Già dal 2000 il borgo passò dalla Regione al Comune. Ma la vera svolta è arrivata solo nel maggio di quest’anno, quando l’associazione “TuttoèVita”, nata nel 2013 come una sorta di mano operativa del movimento dei Ricostruttori, ha acquistato il paese grazie ad una serie di donazioni.
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Inizia la rinascita. Nell’ultimo mese i volontari dell’associazione hanno iniziato i lavori di ripulitura dalla vegetazione che sovrasta i dodici immobili di cui è composta la frazione. Uno staff tecnico, composto da tre architetti, un ingegnere, un geologo e un geometra, stanno definendo il progetto di ristrutturazione.
Il paese e la sua storia. Fino agli anni ’70 del secolo scorso il borgo di Mezzana era ancora abitato, anche se principalmente come residenza estiva o seconda casa. Solo fino a pochi anni prima (negli anni ’50 e ’60 ) l’area era occupata da numerose famiglie che lavoravano nelle fattorie locali e mandavano i loro figli alla scuola del paese. Il borgo è suddiviso in tre blocchi distinti, per un totale di 12 edifici, più di 2.200 metri quadrati, che si affacciano su una piccola piazza. Gli edifici sono realizzati nel tipico stile di campagna, con l’utilizzo di materiali quali pietra, legno e terracotta.
Nelle case, ormai diroccate, ci sono ancora i forni per il pane, i grandi camini, le stanze destinate a cantine e fienili, i soffitti di legno. Il paese, che sembra uscito dalle fiabe, risale probabilmente al Medioevo. Nella Cinquecento una parte del paese appartenne ai Buonamici, un’estensione dei poderi di Sofignano molto estesa verso nord. Nel 1771 era nelle mani di Casimiro di Giovanni ed altri Buonamici, che lo allogarono a Domenico di Giovanni Santi e alla sua famiglia, la cui provenienza, come tradisce il cognome, era di Migliana.
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Un’isola di pace e spiritualità. L’obiettivo dei Ricostruttori e di TuttoèVita, è quello, appunto di “ricostruire” i luoghi abbandonati materialmente ma soprattutto spiritualmente. Il villaggio Laudato sì sarà «un luogo dove sperimentare e praticare l’ecologia integrale, vivendo secondo i principi evangelici, in armonia tra le persone e con la natura circostante». Questa la descrizione di padre Guidalberto Bormolini. Un’operazione già riuscita in altri luoghi, da Firenze a Carrara, da Livorno a Pistoia, anche se l’esempio più vicino a quello valbisentino, vero e proprio fiore all’occhiello, è a Pontassieve.
Preghiera e meditazione, ma anche vita semplice che ripercorre le tracce delle origini: mangiare solo prodotti locali, quelli dell’orto, dalle uova delle galline allevate nell’aia, alle vitalbe che nascono spontaneamente su questi versanti del basso Appennino, così come gli asparagi e le castagne. Preghiera e lavoro: dalla coltivazione della terra, alla cura degli alberi da frutto. Ma verranno anche creati laboratori di scultura e pittura, piccole attività artigianali come la lavorazione del ferro e del legno. Chi vorrà, potrà essere ospitato nel villaggio, per ritrovare se stesso o condividere hobby.
Donazioni. Chi è interessato al progetto può contribuire facendo una donazione detraibile a Tutto Vita: IT02B0200802847000103160820. Causale: “Erogazione liberale per progetto Prato”.
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