Il Tirreno

Prato

Torna a maltrattare i genitori nonostante l'allontamento del giudice

Prato, questa volta il quarantenne, riaccolto in casa dalla madre nonostante il provvedimento restrittivo, è finito in carcere

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PRATO. Su di lui pendeva dallo scorso mese di maggio 2017 un provvedimento restrittivo di allontanamento dalla casa familiare. Il quarantenne era stato arrestato dalla squadra mobile della polizia con l’accusa di maltrattamenti nei confronti dei genitori. Questa volta però, su richiesta del pm Laura Canovai ed esecuzione della sezione di polizia giudiziaria della Polizia municipale guidata da Roberto Platania, il giudice ha revocato la misura restrittiva più mite e disposto per l’uomo l’arresto al carcere della Dogaia.

Il quarantenne, difeso dall’avvocato Piero Cerruto, in questi due mesi si era presto riavvicinato agli anziani familiari, minacciandoli e pressandoli con continue richieste di soldi con i quali acquistava la droga e l’alcol. Dalla ricostruzione degli inquirenti, confermate dai vicini di casa alla Querce che sentivano nuovamente urla e liti, l’uomo era stato riaccolto in casa, soprattutto dalla madre. Benché molto combattuti, con la madre più propensa del padre ad accoglierlo nuovamente tra le mura di casa, i genitori avevano accettato le sue richieste pur di non vederlo dormire sulle panchine e vivacchiare all’aperto, sperando che avrebbe cambiato vita.

L’uomo avrebbe dovuto sottoporsi ad una colloquio per essere accolto in una comunità di recupero, di fatto però, rinviando continuamente questo incontro. Gli agenti della Municipale quando sono andati a prenderlo per arrestarlo lo hanno trovato subito in casa dei genitori, l’ultimo posto dove avrebbe dovuto essere dopo l’ordinanza di allontanamento del giudice.

 

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