Il Tirreno

Prato

Spara alla moglie malata e subito dopo si suicida 

di Pasquale Petrella
Spara alla moglie malata e subito dopo si suicida 

La tragedia in un lussuoso appartamento in via Arrigo Del Rigo L’uomo, Piero Innocenti (81 anni), è stato uno dei fondatori della Capp Plast

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PRATO. Pensava che fosse una porta sbattuta dal vento. Due colpi, uno a poca distanza dall’altro. Due tonfi sordi ma come se fossero stati ovattati. Nella calura di domenica sera, con un filo di vento che stava refrigerando la temperatura sahariana di una Prato di piena estate, il vigile del fuoco che vive a piano terra ha pensato a quello, sentendo quei due rumori.

Ma no, quei tonfi sordi non erano stati provocati da una porta sbattuta dalla corrente del venticello rinfrescante. Erano stati due colpi di un fucile calibro 12 che in pochi attimi hanno spezzato le vite di Rosanna Conti, 79 anni, e del marito Piero Innocenti di 81.

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A sparare, secondo un primo sommario sopralluogo fatto sul posto dai carabinieri prima e dal medico patologo, dottor Alberto Albertacci poi, sarebbe stato l’uomo.

La donna era sofferente da tempo del morbo di Alzheimer e chissà che non possa essere stato questo uno dei motivi che hanno spinto l’ottantunenne a farla finita in questa maniera così tragica. Ma se lo fosse stato non sarebbe certo perché la coppia non aveva i mezzi per farsi accudire visto che Piero Innocenti è uno dei soci fondatori della Capp Plast. A dare l’allarme ieri mattina è stata la badante che ogni giorno andava ad aiutarli in casa. Ieri mattina non è riuscita ad aprire la porta né a farsi aprire e per questo ha chiamato il figlio della coppia, Gianluca che, però ha avuto la stessa difficoltà ad aprire il portone all’ultimo piano del condominio in via Arrigo Del Rigo. Un condominio signorile a pochi metri dalla trafficata via Ferrucci, ma quanto basta per essere in una zona tranquilla con un’ampia visuale davanti e a pochi passi dal centro.

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E’ toccato ai vigili del fuoco forzare la porta e spalancare l’abisso dell’orrore. Rosanna sul letto, distesa su un fianco col corpo maciullato dal proiettile del fucile che il marito, appassionato di caccia, deteneva regolarmente. E’ rimasta così com’era ed è passata dal sonno alla morte in pochi istanti. Poco più in la nella stesa camera da letto, l’ottantunenne col petto squarciato dalla fucilata con la quale ha chiesto perdono a Dio e agli uomini per quell’insano gesto.

I carabinieri, guidati dal colonnello Marco Grandini, hanno fatto il sopralluogo nella stanza ed il personale specializzato ha raccolto e fotografato tutti gli indizi che potessero permettere una ricostruzione senza alcuna ombra di dubbio su quanto accaduto. «Si è trattato di un omicidio suicidio – ha detto all’uscita dal condominio il colonnello Grandini – Non ci sono elementi che ci possano indurre a sostenere un’altra ipotesi anche se faremo tutti i necessari accertamenti per stabilire esattamente cosa è accaduto in quell’appartamento e che ha portato alla morte degli anziani coniugi». Una coppia che venti anni fa ha dovuto sopportare il peso di un grosso lutto: il loro figlio Enrico morì in un incidente stradale. Un lutto col quale avevano imparato a convivere e ad esorcizzare regalando alla Pubblica Assistenza un furgone per il trasporto socio–sanitario con sopra il nome di quel loro figlio scomparso in maniera così tragica e così presto.

Per meglio definire il quadro dell’omicidio suicidio il sostituto procuratore della Repubblica, Laura Canovai ha chiesto che facesse un sopralluogo anche il medico patologo Alberto Albertacci che è intervenuto prima che le due salme venissero rimosse. Una rapida visione della posizione dei corpi e delle ferite mortali riportare «Lei presenta un colpo mortale ad un fianco e lui sotto un’ascella. Ma oggi faremo le radiografie per essere più precisi», dice il medico. Le salme sono state trasferite dai furgoni dei servizi funebri della Croce d’Oro nell’istituto di Medicina legale dell’ospedale di Pescia dove sarà effettuata l’autopsia. Il comandante dei carabinieri non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione circa lo stato di salute della coppia. «Dovremo verificarlo attraverso le certificazioni mediche. Per il momento non posso dire niente». Un riserbo più che naturale dettato anche dal profondo shock vissuto dai familiari della coppia che mai si sarebbero aspettati un gesto del genere. Sembra comunque appurato che la donna fosse affetta dal morbo di Alzheimer e che negli ultimi tempi l’uomo avesse accusato sintomi di insofferenza, tanto che qualcuno si è spinto ad ipotizzare una fase di depressione.

Due patologie non certo aiutate dal clima torrido di questi giorni.
 

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