Sicurezza
Moglie di un carabiniere licenziata da Robbi
Nel processo a Prato per le truffe sui permessi di soggiorno ascoltata una ex dipendente di uno degli studi del commercialista veneto
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PRATO. «Non posso escludere di essere stata licenziata perché - quando mi hanno chiesto se mio marito che è un sottufficiale dell’Arma dei carabinieri avesse delle conoscenze all’Ufficio stranieri - ho risposto con un risentito No». La signora Daniela dall’aprile 2014 e fino al 10 marzo del 2015 ha lavorato prima nella Gl Servizi di Enrico Robbi in viale Montegrappa e poi le era stato chiesto di trasferirsi nello Studio Robbi di Zhong Rongchang in via Colombo, dove le era arrivata la “strana” richiesta. Lo ha rivelato ieri mattina davanti ai giudici del Tribunale di Prato presieduto da Silvio De Luca, rispondendo alle domande del pubblico ministero Lorenzo Gestri, nell’ambito del processo che vede come imputato Alberto Robbi, con le pesanti accuse di associazione per delinquere, truffa aggravata all’Inps, induzione alla falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici, violazione alla normativa sul rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno, oltre alle violazioni della normativa in materia di immigrazione clandestina. Una operazione della Finanza denominata “colletti bianchi” che ha portato nel novembre dell’anno scorso a 15 arresti e ben 83 indagati.
Nell’udienza di ieri mattina il pubblico ministero ha cercato di verificare il ruolo dell’imputato negli studi che portano il suo nome e che sono presenti fra Prato e Sesto Fiorentino dove il personale è prevalentemente orientale e la signora Daniela ne rappresentava una msoca bianca. A testimoniare è stato chiamato anche un tecnico informatico che da Vigasio veniva a Prato e Sesto per programmare e sistemare i computer degli uffici in questione in modo che fossero in rete con il server che si trovava a Vigasio in provincai di Verona. L’uomo ha confermato di venire su richiesta di Alberto Robbi.
Nell’udienza di ieri mattina il pubblico ministero ha cercato di verificare il ruolo dell’imputato negli studi che portano il suo nome e che sono presenti fra Prato e Sesto Fiorentino dove il personale è prevalentemente orientale e la signora Daniela ne rappresentava una msoca bianca. A testimoniare è stato chiamato anche un tecnico informatico che da Vigasio veniva a Prato e Sesto per programmare e sistemare i computer degli uffici in questione in modo che fossero in rete con il server che si trovava a Vigasio in provincai di Verona. L’uomo ha confermato di venire su richiesta di Alberto Robbi.
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