Il Tirreno

Prato

«È la malattia della solitudine, fondamentale aiutare il paziente e chi lo assiste»

«È la malattia della solitudine e dell’esclusione. E non colpisce solo di chi ne è affetto, ma prende anche chi si fa carico di assistere il malato». Donatella Calvani geriatra, primario del reparto...

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«È la malattia della solitudine e dell’esclusione. E non colpisce solo di chi ne è affetto, ma prende anche chi si fa carico di assistere il malato». Donatella Calvani geriatra, primario del reparto del Santo Stefano, responsabile del centro diurno Alzheimer di Narnali, è sicura di un fatto: «Che le demenze diventeranno a breve equiparabile a una pandemia se è vero, come ci dicono i numeri, che da uno a cinque over 65enni vengono colpiti da questa patologia. Pensiamo cosa accadrà in futuro». Per questo, secondo Calvani «è necessario investire risorse vere in strutture sanitarie ma anche in centri nei quali stimolare le funzioni dei malati con il minor numero possibile di farmaci (come accade a Narnali ndr) ma anche, contestualmente, prendersi cura del cosiddetto “care giver”, il parente o la bandante che si fa carico del malato e che spesso si sente persa e conduce una vita di sole rinunce» . Perché demenza e Alzheimer «sono malattie della famiglia, della coppia» dice la specialista. Che dà due consigli: «Il primo: non appena compare la patologia, è importante avere un punto di riferimento, anche medico. Il secondo: non aspettare assolutamente a farsi aiutare. Chi assiste deve farsi accompagnare nel percorso, per capirlo e accettarlo. Troppo spesso – aggiunge Calvani – ci troviamo di fronte a situazioni familiari di grande tensione, causata dai comportamenti del malato o dalla vergogna che chi assiste spesso prova. Invece si può scoprire che la vita continua. Importante è che i malati, che continuano a sentire il bene o il male solo che poi se lo scordano, siano trattanti con dolcezza. Come i bambini». A Prato oltre al centro diurno di Narnali ora in ristrutturazione, esiste l’associazione Aima «presso la quale organizziamo anche attività ludiche fondamentali per malati e care giver» dice Calvani che annuncia una novità: «L’Asl, probabilmente entro il prossimo anno, realizzerà di fianco al centro di Narnali, un nucleo per l’Azheimer nel quale i pazienti saranno ricoverati per un periodo di tempo». La struttura accoglierà tra i 10 e i 15 pazienti. (c. o.)

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