Attenzione
Bilancio Pecci, spunta il “tesoretto”
Prato, il consuntivo del primo anno dopo la riapertura: 255.000 euro accantonati, un attivo di 11.600
PRATO. Ha chiuso con un avanzo di gestione di 11.660 euro il bilancio 2016 del centro per l’arte contemporanea Pecci. Lo dice Irene Sanesi, presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana (che fra gli scopi ha la gestione del centro Pecci) durante la presentazione del report annuale del museo. «Un evento non comune – ha esordito – di solito le istituzioni culturali non sono abituate a farlo. Invece noi abbiamo creduto sia giusto dare trasparenza dal punto di vista economico e culturale».
Sanesi snocciola quelli che chiama i 5 buoni motivi: «Il 2016 è stato il primo anno per la Fondazione – spiega – e il 2016 segna l’apertura del Pecci. Come secondo punto è importante che il report racconti le attività del Centro, i numeri e quello che è stato l’impatto positivo che ha dato alla Toscana. Poi se si vuole parlare di partecipazione culturale ci deve essere trasparenza, perché solo così la collettività può seguire il percorso del Centro. Infatti, il report è stato inviato, fra gli altri, al Comune, alla Regione e a tutti gli sponsor». Come quarto punto la presidente della Fondazione per le arti contemporanee cita i numeri di una gestione virtuosa e di una spesa di previsione rispettata. «Infine – aggiunge Sanesi – da un cda ci si aspetta che presenti un bel bilancio».
Per quanto riguarda i numeri è stato ricordato come Comune e Regione dal 2006 al 2015 abbiano impiegato circa 15 milioni di euro per il raddoppio del Pecci. 11.660 l’avanzo di gestione del 2016, i proventi sono stati pari a 2.795.128 euro, il budget economico totale è stato di 2.783.468. «Mi preme sottolineare la voce accantonamenti – dice Sanesi – che è pari a 255.200 euro. Una sorta di tesoretto che ci portiamo in dote e che potrà servire per i prossimi progetti del Pecci».
Il Centro ha acquistato beni patrimoniale per un valore di poco superiore a 100mila euro (da arredi a attrezzature varie) che vi resteranno in dotazione. La mostra inaugurale “La fine del mondo” è costata 1 milione e 140mila euro. La vice presidente e assessore alla cultura regionale Monica Barni, spiega come la Regione ha investito e continui ad investire sul Pecci. «Presentare il report – dice Barni – è un metodologia che dovrebbe essere adottata da chi riceve fondi pubblici. Sono soddisfatta del Pecci, che investe bene e che dà importanza alla partecipazione che reputo fondamentale». L’assessore comunale alla cultura Simone Mangani ricorda quando si è insediata la giunta Biffoni: «In quel momento non era possibile ipotizzare una data di apertura del Pecci ma oggi siamo qui a parlare di una struttura importante che investe bene nelle scelte non solo economiche». Infine, il direttore Fabio Cavallucci che parla del successo di pubblico della mostra: «Gli ingredienti della mostra - dice - sono stati quelli giusti ripagati dagli oltre 65mila visitatori, così come è stata vincente la scelta dell’apertura serale dalle 18 alle 23 quando gli altri musei chiudono massimo alle 19».
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