Gioco
Trentasei domande per riaprire i fondi sfitti in centro
Il bando “Popup Lab” punta a invogliare i privati ad avviare attività commerciali e artigianali in via del Serraglio, via Guizzelmi e via Muzzi
PRATO. S’accendono le insegne, si alzano i bandoni, si ripopolano le strade. Alzi la mano chi desidera aprire un’attività in via del Serraglio e via Guizzelmi: le mani alzate sono ben 36, quelle degli aspiranti commercianti e artigiani che con il progetto “Popup Lab” vorrebbero insediarsi in uno dei dieci fondi sfitti disponibili in comodato d’uso gratuito per quattro mesi, dal prossimo 30 settembre.
Tante, inaspettate, manifestazioni d’interesse che hanno spinto i promotori del progetto (Comune, Polo universitario pratese e Sociolab) a estendere il raggio delle strade interessate a via Muzzi vista la disponibilità di alcuni proprietari a concedere altri fondi. E potrebbe risorgere a nuova vita anche l’immobile che ospitava fino a pochi mesi fa la pasticceria “Betti”. «Un risultato che va oltre le più rosee aspettative – sottolinea Enrico Banchelli, direttore del Pin - Eravamo già a 26 domande una settimana prima della chiusura del bando: abbiamo deciso di prorogarne la scadenza solo per permettere ad alcuni candidati di perfezionare la domanda».
L’ultima chiamata per il bando “Popup Lab”, possibile grazie a un cofinanziamento della Regione Toscana su una progettualità più ampia dedicata alla sicurezza urbana (143mila euro), era giovedì 22 giugno: si sono fatti avanti 36 operatori con un’idea in testa per riaprire i fondi vuoti a due passi dal Duomo. Le prossime tappe? Tra il 10 e il 15 luglio uscirà la graduatoria con l’elenco delle domande ammesse, selezionate da un’apposita commissione formata da Comune, Regione Toscana, Pin e Sociolab.
Una ventina i fondi sfitti mappati: in dieci casi i proprietari contattati si sono mostrati disponibili a concederli gratuitamente dal 30 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018. «Siamo in fase di acquisizione di nuovi spazi in via Muzzi proprio per cercare di aumentare la disponibilità di fondi – spiega Banchelli - Intorno a metà luglio procederemo all’assegnazione di questi ultimi ai soggetti selezionati per mettere in condizione chi ha vinto di visionare e allestire gli spazi prima possibile».
Tra l’altro, saranno gli studenti del laboratorio del Design Campus del Pin a curare l’allestimento del negozio che rimarrà in dotazione all’immobile. Ad una prima occhiata alcune proposte per rivitalizzare i fondi sfitti sembrano davvero interessanti: dall’outlet di abbigliamento e accessori che dalla periferia decide di traslocare dentro le mura al produttore di piccoli manufatti artigianali, da chi propone un’attività legata al cibo e all’enogastronomia a chi magari lavora già in centro e per non morire punta al comodato d’uso gratuito per quattro mesi.
E nella rosa dei fondi disponibili, anche la sede storica della pasticceria “Betti” ora a Bagnolo, all’angolo tra via Guizzelmi e via del Vergaio. Potrebbe tornare a nuova vita ma non è detto che lì s’insedi un’attività della ristorazione. «L’obiettivo del progetto è fare in modo che poi le attività rimangano in centro stringendo un contratto di affitto con i proprietari», ribadisce Banchelli. Tra i criteri che peseranno di più per l’assegnazione, la qualità dei prodotti, la sostenibilità economica dei progetti e gli investimenti da parte di aziende che arrivano da fuori.
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