Sicurezza
I magnifici sette Ahmetovic e Halilovic: 76 condanne e decine di auto intestate
Numeri impressionanti nel provvedimento che ha disposto il sequestro di beni per 2 milioni e 412mila euro perché sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati
PRATO. Alessandro Ahmetovic ha accumulato 20 condanne definitive in 24 anni, dal 1992 al 2016, ma la sorella Patrizia ha saputo fare meglio: 21 sentenze irrevocabili in 21 anni, dal 1993 al 2014. Sono numeri impressionanti quelli contenuti nel provvedimento firmato dal giudice Daniela Migliorati, insieme alle colleghe Angela Fedelino e Giulia Landini, che dispone il sequestro di beni per oltre due milioni di euro posseduti dalle famiglie Ahmetovic e Halilovic. Gli altri cinque soggetti colpiti dal sequestro sono incappati meno frequentemente in sentenze sfavorevoli. Djula Ahmetovic, 70 anni, ne conta dieci; Daicor Ahmetovic, che ha solo 23 anni, ne esibisce due; Misel Ahmetovic, nonostante i suoi 25 anni, ne ha già dodici per furti e rapine; Valter Ahmetovic, trentaquattrenne, solo quattro; Delija Halilovic ne vanta sette per furto ricettazione e altro. In totale fanno 76 condanne, più di dieci a testa.
Ma non ci sono solo le condanne, ci sono anche le auto: Alessandro Ahmetovic, scrivono i giudici, risulta proprietario di otto vetture, mentre la madre Djula, ufficialmente nullatenente, ne ha acquistate 22 e ne ha intestate 15. Che cosa se ne faccia non è dato sapere. Da Djula Ahmetovic, scrivono ancora i giudici, «si è formato un nucleo familiare in cui si vive esclusivamente in virtù di furti, ricettazioni, rapine e, collateralmente, per mezzo di soggetti defilati sul piano dell’attenzione giurisdizionale, cui si assegna il compito, non meno rilevante nell’ambito della societas familiare, della intestazione dei beni e della titolarità delle possidenze mobiliari». Insomma, dicono i giudici, alcuni rubano e altri si intestano i beni, come nel caso di Aida Halilovic, in carcere per l’omicidio del pensionato Tommaso Mordini (16 settembre 2009): risulta intestataria di terreni per 123.000 euro che ora rischia di perdere.
Intanto la Procura di Prato ha aperto altri due fascicoli sul tesoro dei falsi poveri. Il primo dovrà accertare se il Comune di Prato è stato truffato quando ha concesso due alloggi temporanei a Djula e Patrizia Ahmetovic. Il secondo punta a verificare se c'è stata un'intestazione fittizia dei beni che sono stati oggetto del sequestro finalizzato alla confisca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
