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Prato

Giusti alla guida di Confartigianato 

Giusti alla guida di Confartigianato 

Nella nuova giunta tre novità: Cristina Pacini, Sabrina Nesti e Paolo Nardi. Tra i temi scottanti quello degli scarti tessili

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PRATO. Quel mondo lo conosce come le sue tasche. È un mondo scandito dal rumore quotidiano del telaio, il mondo dell'artigianato pratese. Quel sistema fatto di piccole imprese appartiene a Luca Giusti, titolare della tessitura Macotex, che torna a sedersi sulla poltrona più importante di Confartigianato Prato ricoprendo il ruolo di presidente che era stato suo per quattro anni, dal 2009 al 2013. Un ritorno nelle file dell'associazionismo di categoria che lo fa uscire di scena dal sistema camerale: Giusti ha deciso di lasciare la presidenza della Cciaa pratese dove comunque ormai era in scadenza di mandato (fine ottobre). Il nuovo direttivo dell'associazione che rappresenta 3240 aziende (fra queste un centinaio di imprenditori cinesi) lo ha eletto nella serata di mercoledì scorso, insieme alla giunta esecutiva che vede tre new entry, fra cui due donne: si tratta di Cristina Pacini, contitolare della tipografia Moderna, donna molto impegnata nel sociale, l’assicuratrice Sabrina Nesti e Paolo Nardi, presidente della categoria maglieria e confezioni. Si confermano in giunta Moreno Vignolini (tessile), Armando Giagnoni (impiantistica), Romano Mati (impiantistica), Stefano Crestini (edilizia), Fabrizio Campaioli (meccanica).

Il ritorno alla presidenza di Luca Giusti che raccoglie il testimone di Andrea Belli ridà nuovo impulso al lavoro di un'associazione di categoria che negli ultimi quattro anni ha perso quasi il 16% delle imprese associate, complice l’aumentato trend delle cessazioni aziendali.

Rebus fusione. Pesante la perdita di associati che ha subito Confartigianato nel biennio 2013-2014 (-13,27%) per poi recuperare negli ultimi due anni quando il saldo negativo s'è assestato (-2,41%) con l'iscrizione di nuove 246 aziende, nella maggior parte dei casi riconducibili ai comparti costruzione e moda. «Mi ripropongo alla guida di un'associazione che ha rinnovato il 40% della dirigenza e si pone l'esigenza di un radicamento sempre più forte sul territorio. Questo non significa che non si stia valutando la possibilità di stringere accorpamenti con i cugini di Firenze e Pistoia ma in questa fase è in atto una riflessione per capire quanto sia opportuno per i nostri associati un percorso di avvicinamento in una dimensione sovraterritoriale».

Caos scarti tessili. A dare filo da torcere agli artigiani in questo periodo è la deassimilazione che obbliga le imprese a smaltire come rifiuti speciali gli scarti tessili. Ne giacciono a tonnellate sui piazzali di tante ditte, stanno lì anche fino a tre settimane in attesa che le ditte autorizzate passino a ritirarli (sono quattro tra cui Programma Ambiente che fa capo ad Alia). Confartigianato si è fatta interprete di questo disagio anche col sindaco Biffoni. «Sappiamo che si sta affrontando la questione a livello regionale ma si stanno creando problemi igienici con la presenza di topi – fa sapere Moreno Vignolini, vicepresidente uscente - Per non parlare dei costi che sono lievitati, passati da 170 a 220-230, in qualche caso anche 250 euro, a tonnellata. Gli accordi iniziali erano diversi. E meno male che abbiamo meno lavoro quest’anno: ormai sono le aziende a essere trattate come spazzatura».

Quote rosa. L’associazione si tinge di rosa con l’ingresso di 16 imprenditrici nel consiglio e due nella giunta. «Il primo obiettivo –commenta Giusti - era quello di portare volti, nomi e idee nuove». Il prossimo 3 luglio il direttivo eleggerà i due vice presidenti e il tesoriere.

Maria Lardara

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