Sicurezza
Il saggio breve sul lavoro batte il testo di Caproni
Gli studenti del Cicognini-Rodari e del Gramsci-Keynes hanno mostrato di sentirsi più a proprio agio sulla traccia dedicata alle nuove tecnologie
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PRATO. Debutto all’esame di maturità ieri anche per gli alunni delle scuole superiori pratesi. Vocabolario alla mano, gli studenti si sono cimentati nella prima prova, il tema di italiano, uguale per tutti gli indirizzi scolastici. Sette le tracce proposte dal Ministero, tra analisi del testo, saggi brevi, tema storico e tema di ordine generale, inviate alle scuole alle 8.30 per via telematica (come accade dal 2012). Poco prima delle 9 il “via alle penne” nei diversi istituti per realizzare il componimento. A fare la parte del leone è stato il saggio breve di ambito socio - economico, dal titolo ”Nuove tecnologie e lavoro”, preferito da molti studenti.
«Sono andato a colpo sicuro su questo tipo di saggio, perché corrisponde più ai miei interessi - racconta Matteo Pascale della V B del liceo classico Cicognini, tra i primi a uscire dell’istituto, che per l’università ha scelto matematica finanziaria -. In più c’era molta libertà di affrontare l’argomento in modi diversi».
Il quesito fondamentale che la traccia poneva era se la tecnologia creerà o cancellerà posti di lavoro. «Io credo che tramite la tecnologia si sia più produttivi - commenta in proposito Matteo - e che il progresso non sia penalizzante». A scegliere il saggio di ambito socio - economico anche Rebecca Marchese della V CT del Gramsci - Keynes: «È un argomento sul quale si poteva dire tanto - sostiene la studentessa -. Io ad esempio ho parlato dei droni e di come possono essere utilizzati in urbanistica. Per quanto riguarda il nesso tra nuove tecnologie e lavoro, lo vedo più in positivo che in negativo».
Un po’ meno ottimista Ahmed Ali, anche lui alunno della V CT del Gramsci - Keynes: «L’impatto negativo delle nuove tecnologie sul lavoro si vede nei paesi più poveri - spiega lo studente, che in concomitanza con queste prime prove della maturità sta osservando il Ramadan -, dove studiare è un privilegio e quindi un’accelerazione troppo veloce rende difficile alle persone stare al passo». Non molto prevedibili ma comunque abbastanza semplici, a detta dei ragazzi, le altre tracce.
«Non erano quelle che ci aspettavamo - sottolinea Lorenzo Mazzanti, della V B del liceo classico Cicognini, anche lui tra coloro che hanno scelto ”Nuove tecnologie e lavoro” - ma erano fattibili, perché si trattava di argomenti che bene o male abbiamo toccato durante l’anno». «Non c’era nulla di impossibile - aggiunge Giovanni Iandelli, anche lui della V B del classico -. Io ho scelto il saggio di ambito artistico - letterario, perché quella del saggio breve è la forma che preferisco e all’argomento - la natura tra minaccia e idillio - ho potuto legare tante cose studiate durante l’anno».
Qualche perplessità in più invece l’ha causata l’analisi del testo, basata su una poesia di Giorgio Caproni. «È un autore non avevamo nel programma - spiega Vanessa Oliverio del Gramsci - Keynes (V DE) -. Perciò l’ho scartato subito e ho scelto il saggio artistico - letterario, come ho sempre fatto nelle simulazioni». «La traccia di analisi del testo ce l’hanno sconsigliata - racconta Elisa Avellina della V CE del Gramsci - Keynes - essendo Caproni un autore che non abbiamo studiato. Perciò ho scelto “Nuove tecnologie e lavoro”, parlando di internet ed economia». Coraggioso invece Luigi Santagata della V B del liceo Cicognini, uno dei pochi a optare per l’analisi del testo: «Mi sono sempre trovato bene con questo tipo di scritto - spiega lo studente -. Durante l’anno poi abbiamo studiato una poesia di Caproni e inoltre il tema trattato era abbordabile. Quindi ho trovato la traccia abbastanza semplice. Mi è piaciuta».
Fabrizia Prota
SERVIZIO A PAGINA 17
«Sono andato a colpo sicuro su questo tipo di saggio, perché corrisponde più ai miei interessi - racconta Matteo Pascale della V B del liceo classico Cicognini, tra i primi a uscire dell’istituto, che per l’università ha scelto matematica finanziaria -. In più c’era molta libertà di affrontare l’argomento in modi diversi».
Il quesito fondamentale che la traccia poneva era se la tecnologia creerà o cancellerà posti di lavoro. «Io credo che tramite la tecnologia si sia più produttivi - commenta in proposito Matteo - e che il progresso non sia penalizzante». A scegliere il saggio di ambito socio - economico anche Rebecca Marchese della V CT del Gramsci - Keynes: «È un argomento sul quale si poteva dire tanto - sostiene la studentessa -. Io ad esempio ho parlato dei droni e di come possono essere utilizzati in urbanistica. Per quanto riguarda il nesso tra nuove tecnologie e lavoro, lo vedo più in positivo che in negativo».
Un po’ meno ottimista Ahmed Ali, anche lui alunno della V CT del Gramsci - Keynes: «L’impatto negativo delle nuove tecnologie sul lavoro si vede nei paesi più poveri - spiega lo studente, che in concomitanza con queste prime prove della maturità sta osservando il Ramadan -, dove studiare è un privilegio e quindi un’accelerazione troppo veloce rende difficile alle persone stare al passo». Non molto prevedibili ma comunque abbastanza semplici, a detta dei ragazzi, le altre tracce.
«Non erano quelle che ci aspettavamo - sottolinea Lorenzo Mazzanti, della V B del liceo classico Cicognini, anche lui tra coloro che hanno scelto ”Nuove tecnologie e lavoro” - ma erano fattibili, perché si trattava di argomenti che bene o male abbiamo toccato durante l’anno». «Non c’era nulla di impossibile - aggiunge Giovanni Iandelli, anche lui della V B del classico -. Io ho scelto il saggio di ambito artistico - letterario, perché quella del saggio breve è la forma che preferisco e all’argomento - la natura tra minaccia e idillio - ho potuto legare tante cose studiate durante l’anno».
Qualche perplessità in più invece l’ha causata l’analisi del testo, basata su una poesia di Giorgio Caproni. «È un autore non avevamo nel programma - spiega Vanessa Oliverio del Gramsci - Keynes (V DE) -. Perciò l’ho scartato subito e ho scelto il saggio artistico - letterario, come ho sempre fatto nelle simulazioni». «La traccia di analisi del testo ce l’hanno sconsigliata - racconta Elisa Avellina della V CE del Gramsci - Keynes - essendo Caproni un autore che non abbiamo studiato. Perciò ho scelto “Nuove tecnologie e lavoro”, parlando di internet ed economia». Coraggioso invece Luigi Santagata della V B del liceo Cicognini, uno dei pochi a optare per l’analisi del testo: «Mi sono sempre trovato bene con questo tipo di scritto - spiega lo studente -. Durante l’anno poi abbiamo studiato una poesia di Caproni e inoltre il tema trattato era abbordabile. Quindi ho trovato la traccia abbastanza semplice. Mi è piaciuta».
Fabrizia Prota
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