Il Tirreno

Prato

Il “Richard II” di Stein-Crippa 

Il “Richard II” di Stein-Crippa 

Il dramma di Shakespeare tra gli spettacoli di spicco della nuova stagione di prosa 2017-2018

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PRATO. Nella stagione 2017/2018 i sipari del Metastasio, del Fabbricone, del Fabbrichino e del Magnolfi si alzeranno complessivamente 126 volte. Tante infatti sono le rappresentazioni che interessano i quattro teatri che fanno capo al Met e del quale, nel giardino del Fabbrichino, è stata presentata la nuova stagione teatrale. Sette le nuove produzioni in sede (tre delle quali andranno in tournée insieme a cinque riprese). Franco D'Ippolito, direttore del teatro, è soddisfatto perché ha mantenuto la promessa fatta un anno fa quando disse che l'obiettivo era incrementare il pubblico. E così è stato. «Abbiamo registrato un aumento del 20% nella media generale degli incassi – spiega - e un aumento del 12,2% nella media delle presenze. Siamo, inoltre, contenti del programma che spazia fra grandi autori e altrettanti interpreti». D'Ippolito lancia, poi, un'altra sfida: aumentare ancora il pubblico nella prossima stagione. L'assessore alla cultura Simone Mangani fa eco a D'Ippolito sottolineando l'aumento delle presenze al Met e l'accessibilità del prezzo medio del biglietto che è di 9,63 euro. Per il sindaco Matteo Biffoni il Met è un punto culturale di riferimento. Il primo cittadino parla di una stagione teatrale di alta qualità che deve dare soddisfazione a tutta la città. Alla presentazione anche la vice presidente regionale Monica Barni che spiega come il Met abbia la capacità di correre dei rischi insieme ad altri soggetti e che riserva un'attenzione non casuale nella programmazione sempre pensata nei confronti del pubblico. «Da spettatrice del Met – dice Barni – ho notato pubblici diversi con spettacoli diversi e una grande volontà di stare insieme anche per chi lavora in teatro». Alla presentazione del cartellone c'era anche Peter Stein, il regista che dirigerà la prima delle produzioni del Met 2017/2018. Si tratta di “Richard II” di Shakespeare che andrà in scena dal 21 al 29 ottobre firmato da Stein che è uno dei più grandi registi attuali. Protagonista sarà Maddalena Crippa nelle vesti del sovrano, anche lei presente al giardino del Fabbrichino. E alla conferenza stampa c'era quasi tutta la compagnia del “Riccardo II” a cominciare da Paolo Graziosi che ormai a Prato è di casa. «Ricordo degli spettacoli meravigliosi che ho fatto qui - racconta l'attore – Dallo scorso lunedì siamo al Met fino alla fine del mese per le prove di Riccardo II». Le altre produzioni: una vedrà uniti dei pezzi di Harold Pinter in uno spettacolo di Valerio Binasco. Ci sarà anche un omaggio a don Lorenzo Milani in occasione dei 50 anni dalla morte con il “Vangelo secondo Lorenzo” per la regia di Leo Muscato. Ritorna Massimilano Civica regista di “Belve, una farsa” e poi “Quartett” di Muller diretto da Roberto Latini. La stagione si articolerà fra i quattro teatri e fra gli artisti che arriveranno a Prato sono da segnalare Eros Pagni con un classico di Pirandello, “Sei personaggi in cerca di autore”. Spazio ad un giovane quanto bravo attore: Michele Riondino (tutti lo ricordano per il ruolo del giovane Montalbano) che sarà protagonista in “Giulio Cesare” di Shakspeare. Dal 23 al 26 novembre il Fabbricone si inchina alla bravura di una signora del teatro qual è Giulia Lazzarini che reciterà in “Emilia” per la regia di Claudio Tolcachir (anche autore). Un tris assolutamente da non perdere è quello formato da Maria Paiato, Franco Castellano e Maurizio Donadoni in “Play Strindberg” di Durrenmatt. E poi un altro pezzo da novanta come Sandro Lombardi ospite al Magnolfi all'interno di un progetto che vedrà coinvolti altri tre artisti, Tindaro Granata, Saverio La Ruina e Gli Omini. Ogni artista resterà in scena 10 giorni con gli spettacoli (che varieranno nel periodo di permanenza) dal venerdì alla domenica e conversazioni fra gli attori e il pubblico dal martedì al giovedì. Infine, la stagione del Met ha un nuovo manifesto realizzato da Marco Cazzato. Due figure femminili: una con il volto che si vede, ovvero il pubblico consolidato, l'altra con il viso non svelato e che rappresenta il pubblico nuovo.

Azelio Biagioni

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