Il Tirreno

Prato

Via Vulcano, “vincono” le colombe 

di Maria Lardara
I giardini di via Vulcano
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I giardini di via Vulcano

Prato, molte le famiglie che vogliono i giochi per i bambini. In via Firenze scatta la protesta perché le attrezzature sono state tolte

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PRATO. Se fosse un film molto probabilmente avrebbe come protagonisti i memorabili don Camillo e Peppone intenti a litigare per il giardino dei bambini. Quelli che lo vogliono e quelli che invece non lo tollerano sotto casa perché minerebbe la loro privacy. Ma il battibecco non è finzione cinematografica, bensì pura realtà: se a Tobbiana alcune famiglie avrebbero minacciato di chiamare addirittura “Striscia La Notizia” perché contrarie alla nuova area ludica per bimbi considerata troppo a ridosso delle loro case, in via Firenze s’invoca il ritorno dei giochi rimossi cinque mesi fa perché non a norma.

Ma procediamo con ordine, andando a scoprire prima il piccolo parco attrezzato che sta cambiando fisionomia in via Vulcano, nella frazione sud di Prato.

Qui via Vulcano. Cantieri in corso per completare la piazza di cemento con le gradinate colorate a delimitare lo spazio: poco più avanti, stanno montando il cesto molleggiante con base antiscivolo e due altalene nell'angolo "incriminato", quello che fa storcere la bocca ai residenti delle villette contigue ai giardini. Ne abbiamo avuto la riprova suonando il campanello a una delle famiglie interessate: ci è stata praticamente chiusa la porta rendendo vano ogni nostro tentativo di raccontare la loro versione per chiarire i motivi del "no", così com’è stato raccontato dall’assessore all’ambiente Filippo Alessi. A occhio nudo, il cesto molleggiante e le altalene s’affacciano su un fazzoletto di terra a ridosso delle villette ma sorge comunque una siepe a separare le abitazioni private dall'area di verde pubblico. C’è chi in zona non la pensa come questo manipolo di residenti contrari ai giochi sotto la finestra. Come Patrizia Presemoli che anzi apre le braccia alle famiglie con bambini perché possano frequentare sempre più quei giardini. «Lì la sera, dove stanno installando i nuovi giochi, spuntano facce poco raccomandabili - dice - Non capisco come si possa protestare se si riqualifica una porzione di verde». Sulla stessa lunghezza di pensiero anche Mihaela Rodica, un’altra residente: «Si tratta di una protesta isolata, non abbiamo nulla da ridire contro i lavori che stanno interessando il giardino». Non è solo una questione di bellezza. Il progetto di riqualificazione dei giardini costato 170mila euro al Comune è stato pensato anche per mettere in sicurezza e spostare lo spazio ludico attrezzato dove finora i piccoli scorazzavano, in modo da allontanarlo dalla strada. «Semmai è un peccato vedere che abbiano cementificato una parte del giardino per costruirci un piccolo anfiteatro: dalle nostre finestre prima vedevamo verde, ora c’è solo cemento», aggiunge lamentandosi una residente che abita di fronte.

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Qui via Firenze. Altalena, scivolo e castello li vedeva al di qua del bancone. Poi, da un giorno a un altro, sono spariti. «Così se prima capitava qui qualche bimbo a giocare, ora non lo vediamo più: i giardini di via Firenze rimangono in balia di prostitute a tutte le ore del giorno e della sera», lamenta il titolare del bar “Stadio” Giovanni Cosmo. E con lui protestano anche gli abitanti della zona. Addio ai giochi per bambini anche in via Curtatone, porta d’accesso in centro storico. Non è casuale perché per sulla gestione delle aree verdi l'amministrazione ha compiuto una scelta ben precisa a fronte di ben 200 giardini pubblici in tutto il territorio comunale. «Secondo un piano di razionalizzazione, alcuni diventano piccoli parchi attrezzati con i giochi per bambini, altri rimangono spazi verdi - spiega l'assessore Alessi - Tra l’altro alcuni giardini (è il caso di via Curtatone e via Firenze, ndr) erano poco frequentati per via della vicinanza con strade di forte passaggio che li rendeva poco sicuri. La zona dello stadio è stata comunque inserita nel progetto Riversibility che vedrà nascere una serie di aree attrezzate lungo il Bisenzio».
 

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