Il Tirreno

Prato

Aldo Toccafondi, il vigile cantastorie

di Pasquale Petrella
Aldo Toccafondi, il vigile cantastorie

Prato, vignettista, regista, scrittore e attore: così fa beneficenza. Col gruppo dei Maggiaioli di Viaccia a sagre e ricorrenze paesane in giro per la Toscana ma anche fuori regione e all’estero

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PRATO. Trentacinque anni nella Polizia municipale di Prato (molti dei quali trascorsi nell’ufficio sinistri), vignettista, scrittore, due libri pubblicati, attore, regista e cantastorie. Tutto per beneficenza facendo registrare fino ad oggi una raccolta vicina ai trecentocinquantamila euro.

Aldo Toccafondi, sessantacinque anni compiuti il 9 giugno scorso, non è certo una persona priva di interessi. Non sa star fermo un attimo e in questo periodo oltre a fare il pensionato e il nonno premuroso del piccolo Andrea, partecipa col gruppo dei Maggiaioli di Viaccia a sagre e ricorrenze paesane in giro per la Toscana ma anche fuori regione e all’estero. Sta inoltre preparando per il prossimo 11 e 12 novembre lo spettacolo “Più vivo che morto” che verrà portato in scena al Teatro Politeama con la compagnia Il Burlettone e il cui ricavato sarà devoluto all’onlus Marco Michelini Figlio del vento che si occupa di aiutare le vittime della strada.

Ma andiamo per ordine. Che Aldo avesse una vena poetica era quasi scontato visto che suo nonno Aurelio Mongatti detto Cilecca sulle montagne di Barberino faceva sì il boscaiolo ma era soprattutto noto come cantastorie e tramandava le canzoni della montagna nelle feste paesane. La tradizione è proseguita con Edo Mongatti di Mammoracchi, figlio di Aurelio e zio di Aldo, che costituì il gruppo dei Maggiaioli di Barberino. E l’amore per le canzoni contadine hanno finito per influenza Aldo ed il fratello Marco che adesso fanno coppia nei Maggiaioli di Viaccia.

Aldo Toccafondi entra nel corpo della Polizia municipale di Prato e si diletta nel tempo libero a disegnare vignette umoristiche che spaziano dalla politica (la crisi del Pci e la nascita dei Ds), allo sport (il Prato calcio in perenne crisi) all’economia con la Cassa di Risparmio di Prato che già all’epoca mostrava grossi scricchiolii. Il Tirreno gli pubblica centoquarantasette vignette che Aldo successivamente raccoglierà in un libro dal titolo “Prato da ridere”. Sono gli anni in cui fonda anche il gruppo musicale dei Maggiaioli di Viaccia che oggi oltre a lui e al fratello Marco conta su Renata Mazzoni, Luigi Bicciato, Stefania Toccafondi, Luciano e Alvara Nannetti, Salvatore Cubellis, Ginevra Naldini, Antonella Assirelli, Chiara e Mattia Stefanini, Fabiana Fabbri. Nei primi anni Ottanta porta in scena sul palco del teatro Cicognini, il suo primo spettacolo dal titolo “Stronco intervento”, una parodia sulla Polizia Municipale e raccoglie due milioni di vecchie lire che vengono donate alla Lega per la lotta ai tumori.

Un cabarettista che tuttora fa molte serate soprattutto paesane, Massimo Antichi, raccoglie i testi di Aldo e ne fa dei cavalli di battaglia per i suoi sketch comici.

Nel 1995 entra a far parte della Compagnia in Divisa, «C’erano vigili urbani e vigili del fuoco – racconta Aldo Toccafondi - Facevamo spettacoli in giro per l’Italia, siamo stati a Torino, a Treviso, ad Agrigento e il ricavato andava tutto in beneficenza. L’esperienza è durata poco però perché nel 1998 la compagnia si sciolse e allora sono entrato a far parte del Burlettone, oltre a continuare con il gruppo dei Maggiaioli che veniva richiesto sempre più spesso anche all’estero».

Nel 2008 si iscrive per caso al campionato della bugia e lo vince, negli anni successivi farà anche altri due secondi posti entrando di diritto a far parte dell’Accademia della Bugia alle Piastre. La vena narrativa porta Aldo a scrivere insieme a Giovanna Geri il testo teatrale “Dolce amaro cabaret” che riceve molti premi della critica. E il successo arriva anche per il libro “Tutta colpa del postino, fra Sesto, Prato e Barberino” un’opera in parte autobiografica che poi diventa un testo teatrale arrivando a fare fino a venti repliche a Barberino con i musicisti Marcello Becattini e Pippo Toccafondi e la cantante Elena Pratesi.

«Nel 2000, siccome ero un giocatore di pallavolo, ho avuto l’idea di realizzare un evento benefico che coinvolgesse tutti i pallavolisti pratesi – ricorda Aldo – Così col Gruppo sportivo della Polizia municipale nacque Volley Marathon e abbiamo raccolto più di dieci milioni di vecchie lire, donati poi all’Ail . Da sei o sette anni la manifestazione è stata estesa alle scuole e ora si chiama Prato Kid Marathon e coinvolge nel palazzetto dell’Estraforum più di tremila persone».

Ma ora tutta l’attenzione di Aldo Toccafondi è per la compagnia del Burletto e per lo spettacolo “Più vivo che morto” che andrà in scena l’11 e 12 novembre prossimo. «Ci stiamo lavorando sodo e io curo anche la regia insieme a Giovanna Gori – racconta Aldo Toccafondi – Con noi ci sono Silvia De Marmi, Antonella Vignali, Sergio Paolini, Abramo Poscente, Ilaria Piccolo, Renata Mazzoni, Maurizio Rigotti, Andrea Cuda, Davide Pradal, Alessandro Salvestrini, Annamaria, Meola e Stefano Assirelli».


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