La manifestazione
Il vecchio e il bambino si presero per mano - Video - Foto
Prato, il Centro polivalente Ventrone ospita anziani e bambini del centro estivo: insieme si divertono ballando e giocando
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PRATO. Mario (nome di fantasia) guarda bene davanti a sè, poi si alza un po' dalla sedia e lancia una palla fatta con il filo di lana sul pavimento. Anna (nome di fantasia) risponde lanciando un'altra palla e cerca di imbucare la piccola cassetta di legno che fa da porta, li davanti. Chi mette più palle dentro la porta, vince. Gli altri si concentrano aspettando il loro turno di gioco, mentre i bambini del campo estivo dall'altra parte del giardino, guardano come giocano i nonni, poi si lanciano a riprendere le palle per ricominciare una nuova giocata a bocce, con queste palle fatte di filo.
L'entusiasmo dei ragazzi contagia un po' tutti. I nonni sorridono, si divertono, sono come a casa, anzi molto di più. Qui ci sono gli operatori, gli animatori, la psicologa, Luciana Bigagli, che è anche presidente dell'associazione culturale Il Sicomoro onlus, unica esperienza pratese che si occupa direttamente della solitudine degli anziani e delle patologie che purtroppo accompagnano la terza e quarta età, Alzheimer, demenza senile, decadimento cognitivo.
Siamo al centro polivalente Michele Ventrone, area Gescal di Prato in via delle Gardenie, in una mattina di giugno, calda. “Nonno sitting” ha riaperto le porte alle 8,30 del mattino, come sempre dal lunedì al venerdì di ogni settimana dell'anno, ospitando venti anziani che, per solitudine o perché affetti da patologie senili, sono stati inseriti in questo progetto, a tratti unico per le sue particolarità. Qui non ci sono telefoni cellulari o tablet in mano alle persone, a spippolare continuamente. Cinzia, animatrice con tanti anni di esperienza alle spalle, tiene banda e dirige il gruppo dei nonni, sempre con un gran sorriso e disponibilità. I nonni si divertono, fra risate, qualche battuta e la giornata inizia come sempre, dalle 8,30 per arrivare alle 12,30.
Luciana, la presidente dell'associazione, ci offre un caffè, poi si lancia nella felice baldoria di queste persone, che qui sembrano ritrovare vitalità e sorriso. “Nonno sitting” e il campo estivo dei ragazzi si integrano a vicenda, sempre negli stessi spazi e le due generazioni cosi distanti nel tempo sembrano una cosa unica. I ragazzi aiutano i nonni, i nonni fanno divertire i ragazzi.
Il progetto “nonno sitting” è nato nel 2016 a Prato, proprio dall'intraprendenza di Luciana Bigagli, psicologa e terapeuta con una formazione psichiatrica, che con l'associazione Il Sicomoro, nata una decina di anni fa, ha messo in piedi una delle opportunità più importanti per la città, aiutare le famiglie a gestire gli anziani soli e soprattutto coloro che sono affetti, nella loro fase iniziale, da decadimento cognitivo e sindrome di alzheimer. Patologie che, purtroppo, sono in crescita nel nostro territorio, con l'aggravio che molte famiglie si trovano assolutamente disarmate nell'affrontare questi problemi.
Ma, altra cosa importante, è che “nonno sitting” non è nato solo dall'esame statistico della malattie, ma proprio dall'esperienza diretta di Luciana. Proprio lei si è trovata anni fa a dover gestire una faticosa quotidianità, dura dal punto emotivo e fisico; gestire i propri genitori, ambedue con decadimento cognitivo, la famiglia (sua figlia a giorni sta per diventare madre) il lavoro come terapeuta, l'associazione che presiede. Cosi l'idea di “nonno sitting”, in embrione, prima è arrivata sul tavolo dell'assessore comunale, poi ha preso forma tanto che nel 2016 ha preso il via. Il centro polivalente Michele Ventrone, l'area al piano terra e giardini, sono stati messi a disposizione dall'assessorato ai servizi sociali e il comune di Prato sta contribuendo in modo determinante alla crescita del progetto. Si tratta di qualcosa di unico, per adesso, e in forma cosi strutturata e seguita ci sono esperienze simili solo in altre parti d'Europa. Ci sediamo.
«L'obiettivo è fondamentalmente uno- dice Luciana Bigagli – rendere felici queste persone, questi nonnini, togliendo il peso alle famiglie, che è economico e psicologico, dare supporto, rendere la vita a queste persone assolutamente bella, per quanto possibile, togliendoli dai fattori negativi della malattia, quando c'è, o anche dalla solitudine, anche quando la malattia apparentemente non c'è, ma che si trasforma in depressione».
Chi conosce Luciana da anni sa che è infaticabile, creativa, intraprendente. Dietro di sé, nella sua stanza, una lavagna segna tutti i suoi appuntamenti del giorno, uno dietro l'altro e mentre parla ne segna ancora altri. Poi, ad un certo punto si parte con la musica; stereo anni '90 sulla sedia, un cd e si dà il via alle danze. I nonni, improvvisamente si alzano dalla sedia, lasciano le bocce e si mettono a ballare, sempre con Cinzia che con i ragazzi fa da animatrice dei due gruppi, fonde assieme queste due generazioni.
«Il movimento è fondamentale – prosegue Luciana – la musica altrettanto fondamentale, guarda come ballano tutti, e tutto questo nella giusta dimensione crea vitalità, sorriso, fisicità che è altrettanto importante in una persona anziana». Luciana Bigagli continua. «Credo che questo progetto sia importante per dare il sorriso a molte persone e a tante altre che ne potrebbero far uso. Naturalmente ci occupiamo della fase iniziale di patologie come il decadimento cognitivo e pensa che qui abbiamo persone di 92, 93 anni, abbiamo un ex partigiano, ma anche persone molto più giovani poco più che sessantenni che sono state colpite dall'Alzheimer. Nella fase iniziale della malattia, qui possiamo gestirle, in fase avanzata ovviamente sono altre le strutture necessarie».Intanto, i nonni si danno al ballo. E' ancora mattino, e verso le 10,30 è il momento della pausa del tè, due chiacchiere attorno al tavolo, una pausa dopo tanto movimento.
Al centro polivalente Ventrone, la giornata inizia alle 8,30 con una chiacchierata tutti assieme per una mezzora dove i nonni raccontano la giornata precedente trascorsa in famiglia. Subito dopo iniziano le attività, da quelle ricreative a quella manuali come realizzare le cucce per i gatti con cassette di legno e cuscini, e molte altre cose ancora. I nonni arrivano in via delle Gardenie accompagnati o dai familiari o dall'Auser di Prato, che ha stipulato una convenzione con l'associazione Il Sicomoro. Alle 12,30 , poi, le porte si chiudono. «Sono felicissima nel vederli trasformati quando vanno via, sorridono, sono contenti, vogliono tornare», conclude Luciana. E il giorno dopo, puntuale alle 8,30, “nonno sitting” rifiorisce.
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