La manifestazione
Ospedale, il cantiere per la nuova palazzina entro metà 2018
Prato, il punto con l'assessore regionale Sefania Saccardi. Gianluca Gavazzi, coordinatore tencnico Asl: "Sull'abbattimento del Misericordia e Dolce recuperemo il ritardo"
PRATO. Sui ritardi l’ingegner Gianluca Gavazzi la prende con filosofia. «Finora ce l’ho sempre fatta», ribatte sorridendo a chi gli fa notare quanto sia ambizioso l’obiettivo di consegnare entro gennaio 2019 l’area dell’ex Misericordia e Dolce al Comune che vuole realizzarci lì un grande parco urbano. Lunedì scorso il progettista incaricato gli ha consegnato una busta con il progetto esecutivo di demolizione del vecchio ospedale, quello che doveva essere già pronto a marzo.
«Andremo a gara entro l’estate, per l’apertura del cantiere si va agli inizi del 2018», fa sapere il direttore tecnico dell’Usl Toscana Centro. Ma l’ingegner Gavazzi è impegnato anche un altro fronte “caldo”: l’ampliamento del nosocomio di Galciana che è collegato all’arrivo di 10 milioni di euro di fondi Cipe in aggiunta a 2 milioni stanziati della Regione. Che s’imponga la necessità di allargare il nosocomio inaugurato nel settembre 2013 è la stessa assessora regionale alla salute, Stefania Saccardi, ad ammetterlo. «Può accadere che la realtà si modifichi e che un’opera pubblica pensata per un contesto, in questo caso quello pratese, sia inadeguata. Le istituzioni devono prendere atto in modo intelligente di una realtà che cambia ed è quello che è successo a Prato». L’assessora è arrivata a Prato per inaugurare prima il nuovo centro prelievi della Pubblica Assistenza “L’Avvenire” a Tavola e poi l’ambulatorio odontoiatrico per “soggetti fragili” all’ospedale Santo Stefano.
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Aspettando le risorse. Quel che è certo è che la nuova palazzina con cento posti letto aggiuntivi si farà ma i fondi Cipe però si fanno fisicamente attendere nelle casse dell’Usl. «Abbiamo pronto un piano d’investimento che dovremo coprire con un mutuo nostro – aggiunge il direttore generale dell’Usl Toscana Centro Emanuele Gori – L’auspicio è chiaramente che i finanziamenti arrivino prima possibile».
Qui Galciana. Su dieci società che avevano risposto alla manifestazione d’interesse indetta dall’azienda sanitaria per il progetto dell’ampliamento s’è presentato soltanto uno studio dell’area fiorentina, mentre il progettista del nuovo ospedale non s’è fatto avanti: entro venti giorni avverrà l’aggiudicazione e un pool di professionisti dovrebbe mettersi subito all’opera per consegnare un progetto preliminare entro fine agosto. «La buona notizia è che il nuovo codice degli appalti ci consente di passare dal progetto preliminare a quello esecutivo, saltando lo step del definitivo, accelerando così i tempi», sottolinea Gavazzi. L’ala ospedaliera aggiuntiva si svilupperà su tre piani, di cui due fuori terra e un livello interrato, per un massimo di 17 metri di altezza e con una potenziale ubicazione nello spazio recintato tra la palazzina dei servizi e il parcheggio. Il cantiere prenderà il via a metà 2018.
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Qui ex Misericordia e Dolce. L’azienda sanitaria è in ritardo di quattro-cinque mesi rispetto alla tabella di marcia per buttare giù il vecchio presidio a ridosso delle mura antiche. La demolizione non sarà una passeggiata: bisognerà fare i conti con tre chilometri di amianto che giacciono nel rivestimento che tiene fermo l’isolante nelle tubazioni del riscaldamento. Di sicuro sarà un bel rompicapo per la ditta che si occuperà della demolizione. Anche perché, prima di bonificare e smaltire l’amianto, occorrerà smontare infissi, porte e tutti i diversi manufatti del vecchio presidio. L’amianto dovrà essere prima scorporato e poi smaltito prima di passare alla demolizione, col rischio di rallentare ulteriormente il crono programma dell’Usl. E i tempi? Ora che è pronto il progetto esecutivo di demolizione, dovrà essere bandita la gara europea (l’importo s’aggira intorno ai 3 milioni euro). Altri 6 mesi passeranno per individuare il nome della ditta che si occuperà della demolizione. Il semaforo verde s’accenderà dunque agli inizi del 2018.
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