Il dolore
Troppo rumore di notte, proteste in via Settesoldi - Video
Prato, esposto di una coppia di residenti: "Vorremmo abbandonare il centro ma chi acquisterebbe una casa in una zona dove non si riesce a dormire?"
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PRATO. Non si dorme. In via Settesoldi i residenti la “notte bianca”, quando arriva la bella stagione, la fanno in casa. «Stanotte avremo dormito tre ore – confessano Claudio Sarti e la moglie Patrizia – in strada c’è stata confusione fino ad oltre le due. Per chi abita in questa strada, dove negli ultimi tempi è stato un continuo fiorire di nuovi locali, è un calvario continuo. I clienti parlano a voce alta e in questa strada, così stretta, rimbomba tutto. Un tempo faceva rumore anche il ticchettìo dei tacchi, figurarsi ora. L’altra sera poi c’è stato un complessino che ha aumentato il fastidio per chi avrebbe voluto riposare».
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Lo scorso 16 maggio i coniugi Sarti hanno presentato un esposto in Comune nel quale riassumevano la loro situazione. «Ogni sera un gran numero di persone si attardano, seduti ai tavoli dei locali di ristorazione della via Settesoldi creando problemi ai residenti con urla, schiamazzi e cori da stadio fino alle 3 del mattino. I gestori dei locali chiudono la strada dalle 17 mettendo tavoli e sedie da ambo i lati creando spesso disagi al passaggio. I gradini dei portoni sono diventato salotto per bere, fumare e vociare. Non riuscendo più a dormire, spesso anche a scarica la spesa, abbiamo intenzione di lasciare il centro». E quest’ultimo punto è oltremodo dolente.
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«Venderemmo il nostro appartamento, e nel palazzo ci abita anche nostro figlio che vive nella stessa situazione – chiarisce Sarti – ma è praticamente impossibile. Chi vorrebbe venire ad abitare in una strada che per quattro-cinque mesi l’anno diventa invivibile? Tutto questo, innegabilmente, ci ha creato un danno economico che stiamo pensando di far ricadere sui gestori dei locali. Intanto sollecitiamo l’amministrazione comunale perché assuma provvedimenti per salvaguardare il quieto vivere dei residenti».
Insomma, l’eterno dilemma si ripete: i locali puntano a ripopolare il centro, a renderlo vivo, soprattutto la notte. Una buona intenzione che se da un lato fa da calamita verso gli avventori occasionali rischia da fare da respingente per i residenti spinti a fare le valigie. E l’estate, quella vera, deve ancora cominciare.
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