Sicurezza
La proposta: gli steward a vigilare su alcune strade
È tornata la bella stagione e puntuale si ripresenta l’annosa questione che riguarda il centro storico: movida sì o movida no? L'opinione dei gestori dei locali, della Confcommercio e del vicesindaco Faggi
PRATO. È tornata la bella stagione e puntuale si ripresenta l’annosa questione che riguarda il centro storico: movida sì o movida no? L’apertura di numerosi nuovi locali all’interno delle mura della città negli ultimi anni, ma anche negli ultimi mesi, ha portato ad un fiorire della vita notturna che in alcuni casi ha generato il malcontento dei residenti. Come in via Settesoldi, divenuta in poco tempo il cuore della movida pratese, dove i locali presenti nell’arco di poche centinaia di metri sono almeno cinque.
Come motivazione dei propri malumori i residenti adducono gli schiamazzi fino a tarda notte, i rifiuti lasciati nella strada dagli avventori dei locali e la difficoltà di passare in macchina anche nelle vie limitrofe (via Settesoldi è infatti pedonalizzata). La tensione era già alta la scorsa estate, tanto che la “guerra” tra residenti e locali si era consumata nella vicina via Lanaioli anche a colpi di secchiate d’acqua, gettate dalle finestre delle abitazioni sugli avventori.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15471536:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2017/06/11/news/troppo-rumore-di-notte-proteste-in-via-settesoldi-1.15471536]]
«Mi sembra un po’ un cane che si morde la coda - commenta Roberto Riccio, uno dei titolari del Pinchos Bar, in via Settesoldi -. I residenti non vogliono che ci sia degrado, che si sviluppa quando le strade sono vuote, ma nemmeno la confusione. Le due cose non combaciano. Inoltre mi pare che si parli molto del problema, lamentandosi, e ci si preoccupi poco di come possa essere risolto, facendo proposte». Altri esercenti preferiscono invece non commentare la questione per il momento. La scorsa estate per una movida all’insegna dell’equilibrio Anci Toscana e Comune di Prato, insieme con Confcommercio e Confesercenti, con il progetto “Notti di qualità”, oltre a promuovere una sensibilizzazione sul tema, avevano portato in centro storico degli steward addetti a vigilare sul comportamento delle persone che affollavano le strade nelle ore serali. Quest’anno saranno con ogni probabilità gli esercenti stessi ad attivarsi per offrire questo servizio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13893742:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/07/30/news/ho-buttato-l-acqua-perche-siamo-esausti-1.13893742]]
«Quello dello scorso anno è stato un primo esperimento - spiega Daniele Spada di Confcommercio -. Gli operatori erano due e giravano per tutto il centro storico, rischiando perciò di avere una percezione un po’ scarsa di quello che succedeva. Se l’idea degli esercenti andrà in porto - è in programma una riunione la prossima settimana - gli steward saranno ugualmente due, ma faranno la spola tra via Pugliesi, via Settesoldi, via dei Lanaioli fino a corso Mazzoni: poche centinaia di metri che potranno così essere più facilmente gestite in maniera professionale».
Se la proposta passerà, gli steward saranno presenti dal giovedì alla domenica in orario serale ed avranno il compito di mantenere l’ordine e il decoro nella zona, placando gli animi un po’ troppo accaldati per evitare schiamazzi e scoraggiando i comportamenti scorretti, come l’abbandono di rifiuti per strada - ad esempio dei bicchieri lasciati davanti alle porte delle case.
«È un’esigenza nata dagli esercenti stessi - continua Spada -. Anche loro infatti hanno interesse che la situazione sia il più tranquilla possibile, è per questo che si sono attivati. Senza contare che alcuni locali del centro storico - come ad esempio I Frari - hanno già dei propri addetti alla sicurezza». Un problema più apertamente condiviso sia dai residenti che dagli esercenti di via Settesoldi è quello dei rifiuti.
«La situazione è insostenibile - spiega il titolare dell’enoteca Fiascheberg Paolo Colzi -. Da quando la gestione dei rifiuti è passata da Asm ad Alia - lo scorso marzo - si è passati da un ritiro al giorno a due o tre ritiri settimanali, che sono assolutamente insufficienti per le esigenze di noi locali. Quello del ritiro giornaliero è un servizio che va garantito, anche perché così abbiamo problemi di stoccaggio, ancora più gravi adesso che è estate (e la spazzatura puzza di più). In più, i rifiuti vengono ritirati durante l’orario d’apertura dei locali, il ché causa non pochi problemi». Diversi esercenti sono sul piede di guerra e minacciano di non pagare la Tari finché il servizio non sarà ripristinato come era in precedenza.
Il vicesindaco Simone Faggi. "C’è bisogno di una forte responsabilizzazione da parte di tutti e di un po’ di buon senso». Così si esprime il vicesindaco Simone Faggi sulla questione della movida notturna in centro storico, che vede schierati da una parte i residenti e dall’altra i gestori dei locali.
«Trovare il giusto equilibrio tra le esigenze di tutti è l’unica soluzione possibile - continua Faggi -. Ad esempio apprezziamo molto il fatto che il centro di Prato sia diventato il punto di riferimento per tanti giovani anche di fuori città, ma la quiete il decoro e devono essere rispettati. È per questo che se i locali supereranno i limiti consentiti in materia di orari, spazi e somministrazione (ad esempio dei bicchieri di vetro) non faremo sconti a nessuno. Per contro, crediamo che la desertificazione del centro storico non possa essere una risposta».
A questo scopo il Comune di Prato con Anci Toscana riproporrà anche quest’estate “Notti di qualità”: per tre sere alcuni operatori saranno nelle strade del centro per sensibilizzare su rispetto delle regole e bere consapevole.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
