Il Tirreno

Prato

Anticipato il divieto di accendere fuochi

Un incendio si bosco
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Un incendio si bosco

A causa delle alte temperature previste la Regione ha anticipato a oggi, sabato 10 giugno, il divieto assoluto di bruciare residui vegetali e accendere fuochi nei boschi. I carabinieri effettueranno controlli serrati

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PRATO. In considerazione dell’elevato valore assunto dagli indici di rischio di innesco e di propagazione degli incendi boschivi e della previsione di tempo stabile e temperature elevate fino alla seconda decade di giugno, la Regione Toscana ha anticipato al 10 giugno il periodo a rischio per lo sviluppo di incendi boschivi nelle province centro meridionali della Toscana, fra cui anche quella di Prato. Pertanto da tale data anche in Provincia di Prato scatta il divieto assoluto di abbruciamento dei residui vegetali e quello di accensione di fuochi, ad eccezione di quelli necessari per la cottura di cibi in bracieri e barbecue all’interno di abitazioni, di loro pertinenze e di aree attrezzate appositamente contrassegnate, purchè vengano rispettate le prescrizioni del regolamento forestale volte a prevenire il verificarsi di incendi boschivi.

L’Arma dei Carabinieri, avvalendosi in particolare del Gruppo Carabinieri Forestale, attuerà da subito servizi mirati al rispetto dei divieti in questione e alla prevenzione e al contrasto del reato di incendio boschivo in generale. Il mancato rispetto dei divieti comporterà l’applicazione di pesanti sanzioni previste dalle disposizioni in materia. Il divieto assoluto di abbruciamento dei residui vegetali, introdotto nell'ordinamento giuridico nazionale nell'estate 2014 ed integrato nella normativa regionale di settore con le modifiche introdotte dal D.P.G.R. 5/5/2015 n. 53/R, appare uno strumento assai efficace nella prevenzione del fenomeno degli incendi boschivi. Infatti dall’analisi dei dati raccolti negli ultimi 15 anni nei numerosi incendi oggetto di repertazione e investigazioni scientifiche da parte delle donne e degli uomini già appartenenti al Corpo forestale dello Stato e da quest’anno inquadrati nell’Arma dei Carabinieri, emerge che almeno il 40% degli incendi di origine antropica derivano da “fuochi incontrollati”, prevalentemente scaturiti da operazioni di abbruciamento di residui vegetali poste in essere con superficialità, imprudenza e non di rado in violazione di norme specifiche.

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