Attenzione
Dieci scuole in cerca di un preside
Prato, ai tre pensionamenti programmati si aggiungono le sette sedi vacanti: i dirigenti fanno la spola da un istituto all’altro
PRATO. AAA cercansi dirigenti scolastici per guidare la scuola pratese. Zaino e lezioni sono ormai agli sgoccioli ma il pensiero volge per settembre, quando molto probabilmente sarà record di scuole col preside “in condominio” diviso fra più istituti: le premesse ci sono tutte. Mentre l’ufficio scolastico regionale in una nota del 6 giugno ha pubblicato l’elenco delle sedi vacanti, a Prato i tre pensionamenti già annunciati a decorrere dal prossimo settembre (lasciano Gianna Celli per i comprensivi Puddu e Pontormo, Grazia Maria Tempesti per il Gramsci-Keynes e Maria Josè Manfrè per il Dagomari) si aggiungeranno ai sette scranni che risultavano già vacanti quest’anno.
Il totale è dunque di dieci caselle da coprire entro l’estate. Entro il 16 giugno prossimo gli eventuali interessati ai trasferimento dovranno presentare la domanda per la richiesta di mobilità all’ufficio scolastico di appartenenza: non prima di metà luglio potrà assumere dunque contorni più chiari l'assetto scolastico della nostra provincia con i movimenti in entrata e in uscita dei dirigenti.
Istituti superiori sotto la lente d'ingrandimento: oltre al Gramsci-Keynes e Dagomari, resta scoperta la prima poltrona del professionale Marconi dove il dirigente Rolando Casamonti ha avuto quest’anno la reggenza. Ma non sono rose e fiori nemmeno in due istituti comprensivi della provincia: resta senza preside il Pertini di Vernio, quest’anno affidato al dirigente-reggente Daniele Santagati già titolare del Datini, mentre Il Pontormo di Carmignano resta orfano di Gianna Celli a un passo dalla pensione. Ed è caccia di dirigenti anche nei comprensivi Roberto Castellani e Don Milani, che hanno visto quest’anno la reggenza di Paolo Calusi e Sandra Bolognesi. Posto vacante anche al Gandhi che Alessandro Giorni si è ritrovato a dover gestire insieme all’istituto Pier Cironi di cui è titolare. Presidi costretti a fare la spola fra due istituti accollandosi la gestione di realtà in qualche caso anche lontane geograficamente.
Per tamponare questa carenza di dirigenti dovuta al mancato turn-over s’invoca da più parti un concorso che tarda ad arrivare da almeno cinque anni. «L’importante è che venga almeno bandito dal Miur, per favorire un’opportunità di rinnovamento nella scuola anche se questo non avverrà nell’immediato: per settembre si annuncia il caos», è l'allarme della preside Sandra Bolognesi, quest'anno titolare del comprensivo Lippi e reggente del Don Milani. Una macchina formata da tante persone e grandi numeri: 1300 alunni, 250 docenti e 50 unità del personale Ata. Senza guida, infine, anche il centro provinciale per l’istruzione degli adulti che era sempre stato diretto dalla preside Giuseppina Cappellini dell’istituto Mazzoni: il Cpia si occupa dell’istruzione e della formazione degli adulti, stranieri e non.
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