Lutto
Accesa la centrale di Camaioni: oltre duemila tonnellate di petroli risparmiate in un anno
Il sindaco di Carmignano Prestanti: "Una vittoria per tutti, pubblico e privato. E in un anno di cantiere mai una protesta"
CARMIGNANO. Saluti, taglio del nastro e poi il brindisi. Alle sette di sera, mentre il sole increspa di riflessi l’Arno, si accende la centrale idroelettrica di Camaioni di Camaioni della Hydro Green Energy, che in un anno consentirà di risparmiare 2375 tonnellate di petrolio e di espellere in aria 4 milioni e 180 mila chili in meno di anidride carbonica.
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Produrrà l’energia elettrica consumata mediamente da diecimila abitanti, che un po’ come dire che sarà virtualmente capace di illuminare le case di due terzi degli abitanti di tutto il comune. Già questi, per chi sostiene lo sviluppo sostenibile, sono numeri capaci di portare il sorriso. “Quest’opera permette al nostro territorio di stare dentro l’agenda 21” ricorda il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti, ovvero quell’impegno globale che mira tra l’altro ad abbattere del 20 per cento le emissioni in atmosfera e di accrescere per altrettanto la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e pulite.
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Ma quel che colpisce dell’opera, con le due gigantesche turbine nascoste in una camera in cemento armato sottoterra, la diga e il suo particolarissimo sistema di paratoie mobili, la ‘scala’ per far risalire i pesci, è l’impatto praticamente zero dell’opera. Dall’alto sembra solo una grande terrazza di fianco all’alveo del fiume, che non è cambiato più di tanto ed anzi – sottolineano alcuni tra i residenti – è addirittura in parte stato risanato nel greto e nelle arginature. “Merito anche del percorso partecipato che ha coinvolto i cittadini – dice ancora il sindaco – , ha reso ancora più sostenibile il progetto, lo ha corretto in alcune dimenticanze ed evitato qualsiasi conflittualità, tant’è che in un anno di cantiere mai è arrivata una telefonata di protesta in Comune”. Un vittoria per tutti, pubblico e privato.
“Da soli è vero che si va più forti – chiosa Riccardo Bresci, presidente di Pura Energia, società che controlla la Hge – ma quando siamo tutti si va più lontano, come quando alla forza del pubblico si unisce la creatività degli imprenditori. Non sempre accade, ma qui è successo”.
Quella di Camaioni non è la prima centrale idroelettrica, si dice, in tutta l’asta dell’Arno: ce n’è un’altra nell’aretina. Ce ne sono anche sul Bisenzio, ma molto più piccole. “Abbiamo utilizzato il top del top delle tecnologie, dei materiali e delle competenze” sottolinea orgoglioso ancora Riccardo Bresci”. Andritz, Beros, Mecos, Bettoni: elenca i marchi coinvolti nella realizzazione dell’opera, che ha beneficiato di un finanziamento del Credit Agricole direttamente approvato da Parigi. “Se in tutti questi mesi mai c’è stata una protesta il merito – aggiunge – è anche degli uomini e tecnici impegnati nel cantiere”. Poi un grazie al progettista e direttore dei lavori, l’ingegnere di Pistoia Furio Cinotti, mentre il sindaco annuncia: “Vogliamo inserire questa centrale tra le visite d’istruzione delle scuole”.
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