Sicurezza
tribunale
Tentò la fuga in auto sulla ciclabile: condannato
PRATO. Ha patteggiato una condanna a un anno e sei mesi, e rimarrà in carcere, il trentenne marocchino che lo scorso 15 maggio si è reso protagonista di una fuga in auto sulla pista ciclabile che...
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PRATO. Ha patteggiato una condanna a un anno e sei mesi, e rimarrà in carcere, il trentenne marocchino che lo scorso 15 maggio si è reso protagonista di una fuga in auto sulla pista ciclabile che costeggia il Bisenzio, terminata all’altezza del Ponte Petrino con l’arresto da parte dei carabinieri.
Il trentenne, residente a Pistoia, era venuto a Prato per acquistare droga e si era imbattuto in un controllo dei carabinieri, decidendo di fuggire al volante di un’auto rubata tre giorni prima a Firenze. Nel corso della fuga rischiò di investire alcune persone che percorrevano a piedi o in bicicletta la pista ciclabile. Ieri, difeso dall’avvocato Giuseppe Nicolosi, è comparso davanti al giudice Scarlatti per la prosecuzione del processo con rito direttissimo e ha patteggiato una condanna a un anno e sei mesi per lesioni, ricettazione, danneggiamento e porto di attrezzi da scasso. Nell’auto, infatti, furono trovati grimaldelli. L’arrestato era uscito da tre mesi da una comunità di recupero per tossicodipendenti.
Quando fu interrogato il 16 maggio dal giudice si scusò per il suo comportamento e disse di aver avuto paura dopo aver visto i carabinieri. Di fatto, come detto, era al volante di un’auto rubata e dunque i suoi timori erano più ch e giustificati. Dopo un periodo passato in una comunità di recupero, il trentenne era tornato in circolazione da circa tre mesi.
Il trentenne, residente a Pistoia, era venuto a Prato per acquistare droga e si era imbattuto in un controllo dei carabinieri, decidendo di fuggire al volante di un’auto rubata tre giorni prima a Firenze. Nel corso della fuga rischiò di investire alcune persone che percorrevano a piedi o in bicicletta la pista ciclabile. Ieri, difeso dall’avvocato Giuseppe Nicolosi, è comparso davanti al giudice Scarlatti per la prosecuzione del processo con rito direttissimo e ha patteggiato una condanna a un anno e sei mesi per lesioni, ricettazione, danneggiamento e porto di attrezzi da scasso. Nell’auto, infatti, furono trovati grimaldelli. L’arrestato era uscito da tre mesi da una comunità di recupero per tossicodipendenti.
Quando fu interrogato il 16 maggio dal giudice si scusò per il suo comportamento e disse di aver avuto paura dopo aver visto i carabinieri. Di fatto, come detto, era al volante di un’auto rubata e dunque i suoi timori erano più ch e giustificati. Dopo un periodo passato in una comunità di recupero, il trentenne era tornato in circolazione da circa tre mesi.
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