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Prato

Rifiuti, Alia sotto accusa. Il rebus rifiuti speciali

Rifiuti, Alia sotto accusa. Il rebus rifiuti speciali

La commissione 4 ha affrontato due delle emergenze che affliggono la città I numeri della Polizia municipale: nel 2017 oltre 90 verbali e 12 sequestri

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PRATO. Porta a porta dei rifiuti e deassimilazione degli scarti tessili, un cocktail esplosivo per Prato che si sta leccando le ferite per l’effetto combinato delle due novità. A fare la voce grossa nei confronti del nuovo gestore Alia è l’assessore all’ambiente Filippo Alessi durante la commissione 4 presieduta da Massimo Carlesi. «Occorre un maggior controllo delle società cui viene appaltato il servizio del ritiro, se si riscontrano irregolarità da parte di conferisce bisogna segnalarle. Controlli e sanzioni sono necessari».

Contro i cumuli di rifiuti intorno alle campane del vetro e dentro i cestini, Alia sta cercando di correre ai ripari: «Dobbiamo ancora strutturarci internamente per poter eseguire i controlli – spiega Roberto Berti, responsabile igiene ambientale di Alia – Abbiamo 190 operatori e il personale che lavora per strada è sotto pressione». Giro di vite contro le aziende che non deassimilano smaltendo gli scarti tessili come rifiuti speciali. Su 60 aziende controllate dal corpo di polizia provinciale dal primo gennaio al 31 maggio, in 11 casi le aziende non avevano registri compilati subendo una sanzione di 2060 euro ciascuna, in 22 casi i registri non erano compilati correttamente con multe più lievi. E il fenomeno dell’abbandono dei sacchi neri è in diminuzione: nei primi tre mesi dell’anno 120 tonnellate di scarti tessili sono state smaltite abusivamente (una buona parte finiva nei cassonetti), 80 nei mesi di aprile e maggio.

Anche la polizia municipale snocciola i suoi dati: nel 2017 sono stati compiuti 140 controlli ambientali ordinari sui rifiuti, 31 controlli straordinari in orario notturno. Il risultato? Oltre 90 verbali e 12 sequestri tra i veicoli e immobili. Sono inoltre 133 i controlli a fianco della task force degli ispettori Asl. Incalzato dal consigliere indipendente Berselli, è il presidente di Programma Ambiente, la partecipata di Alia che si occupa anche di rifiuti speciali, a spiegare le conseguenze derivanti dal sequestro della discarica del Cassero, nel pistoiese. Primo fra tutti, l’aumento dei costi di smaltimento da 170 euro a 220 euro a tonnellata per le aziende convenzionate con Cna e Confartigianato. La necessità di collocare gli scarti tessili in altre discariche, sta creando anche un rallentamento del servizio, con ritardi fino a due settimane. Fra gennaio e maggio, Programma Ambiente ha ritirato e smaltito 1900 tonnellate di scarti speciali, la proiezione è di tremila tonnellate in tutto il 2017. «Nell’area di via Paronese abbiamo ancora un centinaio di richieste da stoccare: un’ipotesi – spiega Pagliocca – potrebbe essere il ricorso ai termovalorizzatori su cui s’appoggia il gruppo emiliano Hera con cui stiamo trattando».

Maria Lardara
 

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