Sicurezza
«Un boato e poi il fuggi fuggi»
Famiglia pratese nell’inferno di piazza San Carlo a Torino: sono usciti scalzi e sanguinanti
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PRATO. C’era anche una famiglia pratese e nell’inferno di piazza San Carlo a Torino, dove sabato sera oltre mille persone sono rimaste ferite nella calca provocata forse da un falso allarme bomba mentre circa trentamila tifosi della Juventus assistevano davanti al maxi-schermo alla finale di Champions League vinta poi dal Real Madrid per 4-1. Sono oltre 1. 500 i feriti, tra cui un bambino di 7 anni in gravi condizioni.
Il fuggi fuggi. Sul 3-1 per gli spagnoli, intorno alle 22, qualcuno avrebbe urlato che c’era una bomba e ha ceduto una ringhiera, provocando un gigantesco fuggi fuggi durante il quale molte persone sono state calpestate e alcune sono state poi ricoverate in gravi condizioni negli ospedali cittadini. “A tutti gli amici... noi stiamo bene. Siamo usciti senza scarpe, sanguinanti, ma stiamo bene” ha scritto Ilaria Nesti, ex dipendente del Consorzio Pratotrade, che era in piazza San Carlo insieme al marito e alle due figlie. E poi, rispondendo a un amico, ha chiarito che stava parlando di quanto era appena successo in piazza.
Il racconto. «Era una bellissima giornata di festa; famiglie intere provenienti da tutta Italia – racconta Ilaria Nesti – Erano presenti tre generazioni di juventini. Piazza San Carlo era gremita ma tutto era molto composto. Anche quando il Real ha segnato il 3-1... Un silenzio assordante. Poi abbiamo sentito un boato sordo. Si dice un petardo, la ringhiera che ha ceduto, non so. Eravamo sul fondo della piazza con le altre famiglie rimaste più dietro. Siamo stati travolti, schiacciati dalla folla che gridava “ci sparano addosso... una bomba” . Il caos. Un inferno. Abbiamo visto scene allucinanti. Tanti feriti, tanto sangue dovuto alle cadute a terra. Siamo riusciti ad evitare le transenne che delimitavano la piazza e siamo usciti, devastati ma incolumi. Purtroppo siamo stati vittime della nostra psicosi, la paura del terrorismo» .
La serata della famiglia di Ilaria Nesti era iniziata in tutt’altra maniera, con la lunga attesa al caldo del fischio d’inizio, con una foto postata nel pomeriggio e un messaggio scaramantico: “Noi sfidiamo i gufi, il caldo e la probabile pioggia” . Ilaria e la sua famiglia non potevano ancora sapere che più dal Real Madrid e dei gufi avrebbero dovuto guardarsi dall’atto sconsiderato di qualcuno che ha rischiato di provocare una tragedia.
Dopo aver passato la notte a Torino, la famiglia di Ilaria Nesti si è rimessa in viaggio per tornare a Prato ma non dimenticherà facilmente questa sfortunata trasferta.
Aperta un’indagine. Intanto, la Procura ha avviato un’indagine per fare luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità di quanto avvento in piazza. Come ipotesi di reato è stato formulato il “procurato allarme” . Intanto su quanto accaduto monta la polemica politica. «Appendino venga a riferire in Aula», chiede il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Stefano Lo Russo, che parla di errori “marchiani” , di vie di fuga “ostruite” e di controlli “elusi” , vista la presenza di migliaia di bottiglie di vetro. Un punto questo su cui insiste anche l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, secondo il quale proprio per questo si sarebbero potuti evitare “moltissimi feriti” . Difende la sindaca il senatore del M5S Alberto Airola, che definisce “farlocchi” i numeri sui feriti dati dai media e li accusa di voler “infangare il buon lavoro dell’amministratone, di Prefettura e Questura».
Maria Lardara
Paolo Nencioni
Servizi da pag. 2 a pag. 5
Il fuggi fuggi. Sul 3-1 per gli spagnoli, intorno alle 22, qualcuno avrebbe urlato che c’era una bomba e ha ceduto una ringhiera, provocando un gigantesco fuggi fuggi durante il quale molte persone sono state calpestate e alcune sono state poi ricoverate in gravi condizioni negli ospedali cittadini. “A tutti gli amici... noi stiamo bene. Siamo usciti senza scarpe, sanguinanti, ma stiamo bene” ha scritto Ilaria Nesti, ex dipendente del Consorzio Pratotrade, che era in piazza San Carlo insieme al marito e alle due figlie. E poi, rispondendo a un amico, ha chiarito che stava parlando di quanto era appena successo in piazza.
Il racconto. «Era una bellissima giornata di festa; famiglie intere provenienti da tutta Italia – racconta Ilaria Nesti – Erano presenti tre generazioni di juventini. Piazza San Carlo era gremita ma tutto era molto composto. Anche quando il Real ha segnato il 3-1... Un silenzio assordante. Poi abbiamo sentito un boato sordo. Si dice un petardo, la ringhiera che ha ceduto, non so. Eravamo sul fondo della piazza con le altre famiglie rimaste più dietro. Siamo stati travolti, schiacciati dalla folla che gridava “ci sparano addosso... una bomba” . Il caos. Un inferno. Abbiamo visto scene allucinanti. Tanti feriti, tanto sangue dovuto alle cadute a terra. Siamo riusciti ad evitare le transenne che delimitavano la piazza e siamo usciti, devastati ma incolumi. Purtroppo siamo stati vittime della nostra psicosi, la paura del terrorismo» .
La serata della famiglia di Ilaria Nesti era iniziata in tutt’altra maniera, con la lunga attesa al caldo del fischio d’inizio, con una foto postata nel pomeriggio e un messaggio scaramantico: “Noi sfidiamo i gufi, il caldo e la probabile pioggia” . Ilaria e la sua famiglia non potevano ancora sapere che più dal Real Madrid e dei gufi avrebbero dovuto guardarsi dall’atto sconsiderato di qualcuno che ha rischiato di provocare una tragedia.
Dopo aver passato la notte a Torino, la famiglia di Ilaria Nesti si è rimessa in viaggio per tornare a Prato ma non dimenticherà facilmente questa sfortunata trasferta.
Aperta un’indagine. Intanto, la Procura ha avviato un’indagine per fare luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità di quanto avvento in piazza. Come ipotesi di reato è stato formulato il “procurato allarme” . Intanto su quanto accaduto monta la polemica politica. «Appendino venga a riferire in Aula», chiede il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Stefano Lo Russo, che parla di errori “marchiani” , di vie di fuga “ostruite” e di controlli “elusi” , vista la presenza di migliaia di bottiglie di vetro. Un punto questo su cui insiste anche l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, secondo il quale proprio per questo si sarebbero potuti evitare “moltissimi feriti” . Difende la sindaca il senatore del M5S Alberto Airola, che definisce “farlocchi” i numeri sui feriti dati dai media e li accusa di voler “infangare il buon lavoro dell’amministratone, di Prefettura e Questura».
Maria Lardara
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