Il Tirreno

Prato

Aeroporti toscani

Dall'inceneritore all'aeroporto: eretto dai comitati un muro di “no”

di Alessandro Formichella
La dottoressa Patrizia Gentilini durante l'incontro al circolo Favini
◗
La dottoressa Patrizia Gentilini durante l'incontro al circolo Favini

Prato, inceneritore di Case Passerini, ampliamento dell’aeroporto, impianto di cremazione, terza corsia: non c’è posto nella “Piana possibile”

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. No all’ampliamento dell’aereoporto di Peretola, No all’inceneritore di Case Passerini, No all’impianto di cremazione di Prato. Un sequenza di “no”, sabato 27 al circoloArci “Favini” di Chiesanuova nell’incontro pubblico dal titolo “La piana possibile”, organizzato appunto dai civatiani di “Possibile” (branchia staccatasi dal Pd, ancora prima di Mdp articolo 1) per riconfermare tesi piu’volte declamate che la piana fra Firenze e Prato sia satura di strutture e agenti inquinanti.

Saletta del circolo quasi piena, fra il pubblico i comitati pratesi a difesa della salute della piana, quello contro la terza corsia dell’A11 e il comitato “No Sev” di Vaiano contrario alla realizzazione dell’impianto in vallata di trasformazione elettrica voluta da Terna. E non solo, presente in sala anche Marilena Garnier, consigliere comunale indipendente staccatasi ormai dalla maggioranza del sindaco Biffoni. Relatrice dell’incontro è stata la dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa conosciuta da anni per la sua continua battaglia contro gli impianti di incenerimento dei rifiuti, di cremazione, e contro ogni altro impatto ambientale rilevante come quelli che si prospettano nella piana fiorentina e pratese.

In realtà, nel suo divenire, la conferenza è diventata un insieme di indicazioni sui pericoli all’ambiente e alla salute che circondano Prato, e in particolare alcune zone della città come quella di Prato sud, dove tra lo smog viario, il traffico dell’A11 e l’area di Baciacavallo, con gli impianti di depurazione della Gida, le condizioni di vivibilità non sembrano tra le migliori.

Gentilini ha sostenuto tutte le sue tesi proiettando una serie di slides, da quelle dell’Asl 4 sull’incidenza delle malattie a Prato, a quelle dell’Organizzazione mondiale della sanità. «La zona che appare più sofferente è quella di Prato sud – ha detto Gentilini – e dai dati statistici vediamo che mentre in quasi tutte le zone di Prato negli ultimi 5 anni abbiamo avuto un decremento di patologie gravi dovute a problemi cardiocircolatori, respiratori o oncologici, nella zona di Prato sud questa incidenza non tende a diminuire e anzi notiamo un aumento dei ricoveri ospedalieri».

Niente è stato detto che esistano connessioni provate fra il congestionamento dell’area, smog, impianti, autostrada, e le malattie, ma tutto è stato fatto per supporre che la connessione ci sia. Un “no” è stato portato avanti anche sulla possibilità che Prato si doti di un impianto per la cremazione. In questo caso, Antonella Cocchi, in rappresentanza del comitato di Chiesanuova, ha chiarito che non c’è pregiudiziale e che il loro “no” al tempio crematorio è dovuto alla tipologia a combustione dell’impianto, mentre in Europa si stanno sperimentando altre modalità per la cremazione dei defunti.

«Dovremmo lavorare a vedere altre possibilità per la cremazione che non sia a combustione – ha detto Cocchi – e le strade e la tecnologia ci sono. Un impianto di incenerimento in questa zona, è insostenibile». Insostenibilità assoluta, invece, per l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola e per il termovalorizzatore di Case Passerini. In questo caso, dalla dottoressa Gentilini al professor Pizziolo e ai presenti, il “no” è stato netto.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore