Il Tirreno

Prato

Nuovo sistema di smaltimento degli scarti tessili: ora li bruciano

Una parte dei sacchi sequestrati dalla Municipale
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Una parte dei sacchi sequestrati dalla Municipale

Secondo caso in pochi giorni. La polizia municipale denuncia due cinesi sorpresi a usare una vecchia ciminiera per far sparire i sacchi neri

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PRATO. Dopo aver disseminato migliaia di sacchi neri pieni di scarti tessili in giro per la città, alcuni confezionisti cinesi hanno iniziato a risolvere il problema bruciando gli scarti. Lo conferma il risultato di un controllo compiuto venerdì 26 dalla polizia municipale, il secondo nel giro di pochi giorni.

In seguito alle segnalazioni di alcuni residenti che avevano visto uscire del fumo nero da una ciminiera in disuso da decenni in un capannone di cui la Municipale non ha fornito l'indirizzo, gli agenti hanno compiuto un sopralluogo insieme ai vigili del fuoco.

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"All'interno dell'immobile, di proprietà di una nota famiglia dell'industria tessile pratese - si legge in una nota del Comune - con regolare contratto di locazione, è stata trovata la titolare dell'impresa tessile, una cittadina cinese di 53 anni, in regola con la normativa in materia di soggiorno, ed un operaio, anch'esso cittadino cinese regolare sul territorio nazionale. Alla richiesta di informazioni sul fumo visto fuoriuscire dalla ciminiera, i due hanno candidamente ammesso di avervi bruciato due sacchi di ritagli e scarti vari derivanti dalla loro attività di confezionamento di abbigliamento tessile".

Sul braciere della ciminiera la polizia municipale ha trovato ritagli tessili, in parte già inceneriti, in parte parzialmente bruciati e ancora incandescenti, e lì vicino altri venticinque sacchi neri pieni di scarti tessili. Alla titolare è stata contestata e verbalizzata sanzione amministrativa per violazione di disposizioni in materia ambientale per un importo superiore ai 2.000 euro. La donna e l'operaio sono stati inoltre denunciati, in concorso fra loro, a piede libero, per lo smaltimento abusivo tramite incenerimento di rifiuti non pericolosi derivanti dall'attività di lavorazione tessile. La Municipale ha quindi sottoposto a sequestro preventivo la ciminiera, i venticinque sacchi neri contenenti scarti tessili nonché il fabbricato sede della ditta di confezioni, ricorrendo il pericolo che la libera disponibilità di tali cose pertinenti al reato ambientale potesse aggravare o protrarre le conseguenze del reato stesso.

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