Il Tirreno

Prato

Ottanta nuovi alloggi nella zona di Gello 

di Maria Lardara
Da sinistra Valerio Barberis , Luigi Biancalani e Federico Mazzoni durante la presentazione del progetto
◗
Da sinistra Valerio Barberis , Luigi Biancalani e Federico Mazzoni durante la presentazione del progetto

Prato, saranno concessi in affitto alle fasce deboli. Il Comune si affida per la prima volta a un progetto di housing sociale

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La coperta è corta: un progetto di housing sociale basato sugli edifici sfitti già esistenti non poteva stare in piedi. Avrebbe significato un consumo zero del suolo. «Abbiamo verificato ma non esistono le condizioni finanziarie: non si trovano privati che accettino di affittare a 300-400 euro». È la premessa da cui muove l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis. Ma la fascia “grigia”, quella esclusa dall’accesso al libero mercato e dalle case popolari, continua a bussare alla porta dei servizi sociali.

L’ultimo caso proprio ieri mattina nell’ufficio dell’assessore al sociale Luigi Biancalani, riguardante una coppia con figli che vive a Vergaio. Lui guadagna 1.500 euro al mese ma la moglie non lavora e per pagare l’affitto mensile di 750 euro devono raschiare il barile. «Oltre il 30% delle persone che si rivolgono a noi non cercano la casa popolare – spiega Biancalani – Hanno un reddito ma non riescono a pagare l’affitto che assorbe il 50-60% delle loro entrate».

Con il piano di lottizzazione di Gello, il Comune decide ora di puntare sul primo esperimento di un housing sociale d’iniziativa pubblica cedendo gratuitamente un’area di proprietà tra via del Purgatorio e via di Gello dal valore stimato di circa 3 milioni e 600.000 euro. Il soggetto privato (un costruttore, una fondazione bancaria o un fondo finanziario) dovrà realizzare e gestire la locazione di 80 appartamenti a canone calmierato in due lotti distinti. Il bando di gara per individuare il soggetto attuatore sarà pubblicato sul sito del Comune martedì 30 maggio, mentre è in fase di approvazione la variante che prevede il passaggio da edilizia residenziale a housing sociale per la destinazione urbanistica di quell’area.


«I avori partiranno nella seconda metà del 2018 – spiega Barberis – Il proponente dovrà sviluppare un progetto di housing sociale vero e proprio esteso al quartiere con interventi che potrebbero essere una biblioteca o un orto urbano». L’obiettivo è che l’incidenza dei costi per l’affitto pesi meno del 30% sui budget familiari: c'è da scommettere che in tanti si faranno avanti. Il canone d’affitto degli 80 alloggi oscillerà dai 340 ai 600 euro al mese secondo le varie metrature: dopo 15 anni, l’inquilino avrà la possibilità di riscattare l’immobile acquistandolo a prezzi vantaggiosi. Chi saranno i beneficiari? Intanto il gestore dovrà concordare con il Comune i criteri d’assegnazione che terranno conto della soglia di reddito familiare lordo fino a 36mila euro: saranno privilegiati i nuclei familiari con reddito più basso, giovani coppie e anziani. In ballo ci sono 3 milioni e 700mila euro di fideiussioni chieste al privato.

«Serviranno a garantire che tutti i vincoli del bando vengano rispettati – precisa Barberis – ovvero che gli alloggi non vengano solo costruiti ma anche dati in affitto». In caso contrario, parte della fideiussione rientrerà nelle casse dell’assessorato al sociale che la utilizzerà per erogare i contributi per l’affitto. Nel frattempo, a combattere la piaga dei debiti di chi non riesce a pagare l’affitto interviene il bando “Scanso Sfratto” di cui sono ancora disponibili fondi fino a 12mila euro. «La novità è che, grazie ai finanziamenti nazionali, si può richiedere una proroga per il secondo anno consecutivo dei contributi per evitare lo sfratto per morosità», conclude Biancalani.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web