Il Tirreno

Prato

Toscana economia

Il giudice ordina alla BpVi di restituire 2,2 milioni di euro a due imprenditori

di Paolo Nencioni
L'assemblea dei soci della BpVi al Politeama nel febbraio 2016
◗
L'assemblea dei soci della BpVi al Politeama nel febbraio 2016

Innovativa sentenza civile nella causa intentata dagli amministratori della Italian Touch (uno è l'ex presidente del Tavola Calcio) che erano stati convinti ad acquistare azioni per 2,5 milioni con la promessa non mantenuta del riacquisto a sei mesi

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Una recente ordinanza del giudice civile Raffaella Brogi aiuta a capire il motivo per cui la Banca popolare di Vicenza abbia smosso mari e monti per convincere il maggior numero possibile di soci risparmiatori ad aderire alla proposta di transazione che prevedeva il rimborso di 9 euro per azione, a fronte di un prezzo nominale di 62,5 euro. L’ordinanza del giudice Brogi, depositata lo scorso 9 maggio, apre infatti nuove e interessanti prospettive per i soci della Banca popolare di Vicenza che hanno perso migliaia e in certi casi milioni di euro a causa del deprezzamento delle azioni, il cui valore è crollato da 62,5 euro a 48, poi a 6,30 e infine praticamente a zero, salvo coloro che hanno accettato la proposta di transazione a 9 euro rinunciando alle azioni legali.

Non hanno rinunciato a fare causa due imprenditori pratesi, Mirko e Fernando Buffini (quest’ultimo ex presidente del Tavola Calcio), che alla fine hanno avuto ragione e ora contano di recuperare la bellezza di 2 milioni e 230mila euro in forza dell'ordinanza del giudice. In realtà i due Buffini nel frattempo sono usciti dalla società ricorrente, che ora è amministrata da Claudia Cennamo.

La storia. Il 14 marzo 2014 i due imprenditori, all’epoca amministratori dell’immobiliare Italian Touch srl, ricevettero la proposta di acquisto di 40.000 azioni della BpVi al prezzo di due milioni e mezzo di euro con un rendimento del 3,40% a sei mesi, dunque più che vantaggioso, con la promessa che la banca avrebbe riacquistato le azioni entro il 30 settembre 2014, ma alla scadenza la Popolare non lo fece e garantì un rendimento del 3% chiedendo al cliente di mantenere le azioni in portafoglio fino al maggio 2015. Nel frattempo la situazione dei conti della Popolare è precipitata e i clienti, come migliaia di altri soci, si sono trovati con un pugno di mosche in mano.

La novità dell'ordinanza emessa dal giudice Brogi, una delle prime nel suo genere, è che è stata molto veloce e costituisce un titolo esecutivo per eventuali pignoramenti presso la banca. Il giudice dice in sostanza che è stata tradita la fiducia dei clienti e ordina la restituzione del capitale. La sentenza è stata molto veloce perché è stato utilizzato lo strumento dell'articolo 702 bis del Codice di procedura penale, il procedimento sommario di cognizione, che consente al giudice di decidere sulla base degli atti abbreviando i tempi quando è evidente che i diritti di una delle due parti sono stati calpestati. Tra i rilievi accolti dal giudice c'è anche il mancato passaggio del contratto di acquisto delle azioni dal consiglio di amministrazione della Italian Touch. Fernando Buffini spiega al telefono che ormai la cosa non riguarda più lui e il figlio: "Siamo usciti dalla società, che ora è amministrata da Claudia Cennamo".

Intanto ieri i vertici di BpVi hanno incontrato i rappresentanti sindacali e ne è uscito un altro nulla di fatto. I sindacati hanno fatto presente la preoccupazione riguardo all’intenzione dell’Unione europea di coinvolgere i privati nel risanamento di BpVi e Veneto Banca con un miliardo di euro. Le parti si rivedranno il 15 giugno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web