Gioco
Vaccini obbligatori, “in coda” 9355 bimbi
di Maria Lardara
Sono i numeri dell’Asl centro, ma secondo i pediatri la copertura arriva al 90%. Cosa accadrà a chi rifiuta gli antidoti
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PRATO. I più piccoli sono nati nel 2016, i più grandicelli nel 2011: magari alcuni vanno già all’asilo nido oppure, come nella maggior parte dei casi, frequentano la scuola dell’infanzia. Per l’Usl Toscana Centro ne mancano all'appello 9355, ma non è detto che tutti, in particolare i piccolissimi, stiano andando o andranno al nido. Un piccolo esercito di bambini in attesa di vaccinazioni, che devono “recuperare” prima del suono della campanella di settembre, teneri pazienti che risultano scoperti dalla profilassi contro difterite, tetano e pertosse, poliomelite, epatite B, Haemophilus B (esavalente), parotite, varicella, morbillo e rosolia (quadrivalente), meningite B e meningite C. Ed è caccia a quelle quattro punture di dodici vaccini ora obbligatori per alunni di nidi e materne, pena la non iscrizione negli istituti, come stabilito dall’ultimo ddl su obbligatorietà dei vaccini. «Sul nostro territorio abbiamo una buona copertura vaccinale, superiore al 90%: circa ventimila dosi di vaccino dovranno essere somministrate entro settembre», fa sapere Riccardo Godi, segretario provinciale della Fimp (federazione italiana medici di pediatria). Sono i medici pediatri ad avere il polso della situazione sui vaccini nella fascia di età 0-6 mentre ieri pomeriggio, intorno alle 16, non c’era verso prendere la linea per prenotare un vaccino telefonando al Cup dell’ex Asl 4 (0574 805050): 16 utenti in coda e un’attesa media di mezz’ora. Non è un caso che, proprio per scongiurare la corsa caotica ai vaccini all’ultimo tuffo, l’Usl Toscana Centro dia la possibilità di rivolgersi al call center di Firenze (840003003 da rete fissa, 199175955 da rete mobile) per i residenti a Prato e provincia. Centralini presi d’assalto che stanno inducendo l’Asl a istituire la modalità di prenotazione anche nei distretti periferici, giusto il tempo di formare il personale: «Per raggiungere l’obiettivo della copertura vaccinale del 95% si potrà ricorrere a una task force aziendale», spiega in una nota l’Usl Toscana Centro. Nel 2016 a non ricevere le protezioni vaccinali obbligatorie sono stati 2117 bimbi di 0 anni, 2213 bimbi di 1 anno, 2500 pazienti di 5 anni e 2525 bambini di 6 anni (la fascia 5-6 anni è quella del richiamo per la vaccinazione). Ma il numero potrebbe abbassarsi tenendo conto anche dei vaccini eseguiti negli ambulatori pediatrici e che spesso non vengono immediatamente registrati dall’azienda sanitaria. Una possibilità che viene data da circa la metà dei 33 pediatri in servizio sul territorio provinciale. «L’adesione dei colleghi è facoltativa, chi ha una struttura ambulatoriale più complessa formata da più pediatri è maggiormente in grado di vaccinare. Incrociando i nostri dati e quelli dell’ufficio igiene dell'azienda, ci rendiamo conto che la copertura è buona. Tanti genitori - sottolinea il rappresentante di categoria dei pediatri - ci stanno chiedendo come fare in vista del prossimo anno scolastico». Spesso sono gli stessi pediatri a sollecitare le famiglie “inadempienti”, moltiplicando la propria mole di lavoro. E chi si rifiuta? «I genitori ci devono firmare il dissenso informato che trasmettiamo all’Asl», conclude Godi. L’obbligo riguarda anche i ragazzi fino a 16 anni (elementari, medie, e primi due anni delle superiori): in questo caso non è previsto il divieto di iscrizione ma una sanzione fino a 7500 euro a carico delle famiglie. A infliggerla sarà l’azienda sanitaria su segnalazione del dirigente scolastico.
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